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Gioia del Colle

Ac Boilers, “Rischio chiusura, sciopero ad oltranza dal 26 marzo”

Fim e Fiom chiedono un tavolo urgente al Governo: in gioco 121 famiglie e un sito strategico

Vertenza AC Boilers, saltato l'accordo per la cessione a Az Impianti

Vertenza AC Boilers, saltato l'accordo per la cessione a Az Impianti

GIOIA DEL COLLE - Cresce la tensione attorno al futuro dello stabilimento Ac Boilers di Gioia del Colle, con le segreterie territoriali di Fim-Cisl e Fiom-Cgil di Bari che denunciano il silenzio delle istituzioni in una fase ritenuta decisiva per le sorti dell’impianto e dell’intero gruppo Sofinter.

Secondo i sindacati, la situazione si presenta estremamente critica e rischia di compromettere un presidio industriale storico, considerato strategico nel settore energetico e caratterizzato da competenze ancora oggi altamente richieste. Viene evidenziato come i lavoratori continuino a essere impiegati anche in trasferte, nonostante le difficoltà che si trascinano da anni.

Le organizzazioni sindacali sottolineano come negli ultimi 15 anni la gestione aziendale abbia inciso negativamente sul futuro del sito, a differenza di altre realtà metalmeccaniche del territorio che continuano a investire e a crescere.

Al momento, tutte le ipotesi in discussione presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy non hanno ancora prodotto soluzioni concrete, alimentando il timore di una crisi irreversibile che potrebbe coinvolgere l’intero insediamento.

Fim e Fiom chiedono quindi la convocazione urgente di un tavolo nazionale, con l’obiettivo di individuare una soluzione che garantisca continuità produttiva e tutela occupazionale per 121 famiglie.

Alla luce della situazione, i sindacati hanno proclamato uno sciopero ad oltranza a partire da giovedì 26 marzo, che coinvolgerà tutte le società del gruppo presenti nel sito, accompagnato da un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento.

Contestualmente, viene rivolto un appello alle istituzioni e a tutti i soggetti che hanno già manifestato vicinanza alla vertenza, affinché sostengano la mobilitazione dei lavoratori. In assenza di segnali concreti, le organizzazioni sindacali annunciano la disponibilità a mettere in campo ulteriori forme di protesta per difendere il futuro produttivo e occupazionale del sito.

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