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Taranto
23 Marzo 2026 - 08:10
Spiaggetta del Parco Cimino sommersa dai rifiuti: allarme plastica sul litorale - foto di Francesco Manfuso
TARANTO - Una distesa di rifiuti che copre la banchina e cancella il volto naturale della costa. Le immagini scattate da Francesco Manfuso alla spiaggetta del Parco Cimino restituiscono uno scenario che non lascia spazio a interpretazioni e rilanciano l’allarme sull’inquinamento marino nel territorio ionico.
La presenza massiccia di plastica lungo il tratto di litorale rappresenta l’ennesima ferita ambientale per la città, in un’area già oggetto negli ultimi tempi di interventi di pulizia da parte dei volontari dell’associazione Plasticaqquà. Proprio nei giorni scorsi, infatti, il gruppo aveva provveduto a bonificare una zona vicina, ma la situazione attuale dimostra come il problema sia tutt’altro che risolto.
Il quadro che emerge è quello di un accumulo esteso e persistente di materiali plastici, trasportati dal mare e abbandonati lungo la costa, che restituiscono l’immagine di un ecosistema fragile e sotto pressione. La presenza di questi rifiuti non è solo una questione estetica, ma segnala una criticità ambientale profonda.
A livello globale, l’inquinamento da plastica rappresenta una delle emergenze più rilevanti. Ogni anno milioni di tonnellate di materiali plastici raggiungono mari e oceani, sospinti da corsi d’acqua, correnti e attività umane. Una volta dispersi nell’ambiente, questi materiali non scompaiono, ma si frammentano progressivamente dando origine alle microplastiche.
Le conseguenze sono pesanti per l’ecosistema marino. Pesci, uccelli e altre specie ingeriscono la plastica scambiandola per cibo o restano intrappolati nei rifiuti, con effetti spesso letali. Il problema, però, non si ferma al mare. Le microplastiche entrano nella catena alimentare e possono arrivare fino all’uomo, con possibili ripercussioni sulla salute.

Spiaggetta del Parco Cimino sommersa dai rifiuti: allarme plastica sul litorale - foto di Francesco Manfuso
La situazione rilevata al Parco Cimino diventa così un caso emblematico. Un segnale concreto di un fenomeno globale che trova manifestazione anche sulle coste tarantine, dove l’azione dei volontari, pur fondamentale, non riesce da sola a fronteggiare un’emergenza che richiede interventi strutturali e continui.
Il tratto di costa trasformato in una discarica a cielo aperto riapre quindi il tema della tutela ambientale e della gestione dei rifiuti, in un territorio che continua a fare i conti con criticità diffuse e con la necessità di una risposta più incisiva.
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