MASSAFRA - Si allarga il quadro investigativo sull’omicidio di Jabar Khel, il 25enne afghano ucciso il 12 gennaio nelle campagne di contrada Le Forche, nel territorio di Massafra. Nelle ultime ore i carabinieri hanno eseguito due nuovi provvedimenti, portando a 3 il numero delle persone finite in carcere con l’accusa di concorso nel delitto.
I militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Massafra hanno infatti dato esecuzione a un decreto di fermo nei confronti di un 33enne e un 23enne, entrambi di nazionalità afghana. I due si aggiungono al 26enne già arrestato nelle ore successive all’omicidio, ritenuto dagli inquirenti l’autore materiale dell’aggressione mortale.
La notizia è stata anticipata dalla Gazzetta del Mezzogiorno.
La svolta nelle indagini è maturata nei giorni scorsi durante un incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari. In quella sede sarebbero emerse nuove dichiarazioni che hanno consentito di ricostruire ulteriori responsabilità e di collocare i due fermati sulla scena del delitto.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’origine della vicenda ci sarebbe stato uno scambio di commenti sui social, in particolare su un video pubblicato dalla vittima su TikTok. Le tensioni nate online avrebbero portato a un confronto diretto tra connazionali nella serata del 12 gennaio.
L’incontro, inizialmente limitato a una discussione, sarebbe rapidamente degenerato in una rissa. Nel corso dello scontro sarebbe comparso un coltello che ha colpito mortalmente il 25enne, ferito alla nuca. In base alle prime ricostruzioni, il colpo fatale sarebbe stato inferto dal 26enne già arrestato, individuato poco dopo mentre tentava di allontanarsi nelle campagne circostanti.
Alla luce degli elementi raccolti, la Procura ha disposto il fermo, eseguito nella mattinata di ieri, con il trasferimento dei due in carcere.
I 2 indagati dovranno comparire domani davanti al gip Alessandra Romano per l’udienza di convalida.