TARANTO - Un presunto sistema di traffici irregolari legati ai mitili e un rischio concreto per l’intero comparto dell’acquacoltura locale. Sono questi i temi al centro della denuncia presentata dall’ambientalista Luciano Manna, fondatore di VeraLeaks, che torna a puntare l’attenzione su dinamiche che riguarderebbero la filiera delle cozze tra Taranto e altri territori.
La vicenda, secondo quanto riferito dallo stesso Manna, si è arricchita nelle ultime ore di un confronto istituzionale. L’attivista ha infatti spiegato di essere stato contattato telefonicamente dall’onorevole Francesco Emilio Borrelli, interessato ad acquisire informazioni sulla questione legata al passaggio di mitili provenienti dalla Grecia attraverso Taranto e diretti successivamente verso Napoli.
“Nella giornata di venerdì sono stato contattato telefonicamente dall’onorevole Borrelli che mi ha posto alcuni quesiti per approfondire la questione”, riferisce Manna, aggiungendo di aver già formalizzato una denuncia presso la Digos di Taranto.
L’ambientalista ha precisato di aver messo a disposizione del parlamentare la documentazione presentata e una ricostruzione dei fatti relativi a presunti illeciti che, a suo dire, si sarebbero protratti negli anni nel settore dei mitili allevati nel territorio ionico. “Ho già depositato una denuncia e ho fornito anche la cronistoria degli illeciti che si sarebbero verificati nel tempo”, ha dichiarato.
Dopo il confronto, l’onorevole Borrelli avrebbe manifestato l’intenzione di portare il caso all’attenzione della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, di cui fa parte, per un approfondimento istituzionale della vicenda.
Al centro della segnalazione, secondo quanto evidenziato da Manna, vi sarebbe un sistema illecito e un comparto abusivo che continuerebbe a operare nel tempo, con possibili ripercussioni sulla produzione locale. “I punti della denuncia vertono sul pericolo che corre la cozza tarantina e l’intera acquacoltura locale a causa di traffici illeciti che interessano i nostri mari”, ha spiegato.
L’ambientalista sottolinea la necessità di un intervento deciso per contrastare fenomeni ritenuti consolidati. “È arrivato il momento di mettere un punto certo contro l’illegalità”, afferma, indicando tra le priorità la revisione dell’ordinanza sindacale, che a suo avviso richiederebbe un aggiornamento urgente.
Secondo Manna, senza azioni concrete il rischio è quello di conseguenze economiche e sanitarie che potrebbero ricadere su cittadini e operatori regolari del settore. “Senza un reale contrasto alle attività criminose pagheranno i soliti cittadini e commercianti onesti”, conclude.
La vicenda resta ora all’attenzione degli organi competenti, con la possibile apertura di un confronto anche in sede parlamentare.