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Taranto
22 Marzo 2026 - 06:35
Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie
TARANTO - Le tensioni che attraversano il sistema produttivo del Mezzogiorno tornano al centro del dibattito politico con l’intervento della deputata del Partito Democratico Francesca Viggiano, che richiama l’attenzione sulle numerose vertenze aperte e sul rischio di un progressivo indebolimento del tessuto industriale del Sud.
Secondo la parlamentare, in queste settimane si starebbe registrando una pericolosa distrazione rispetto alle emergenze reali dei territori, mentre si moltiplicano le crisi aziendali e le incertezze occupazionali. Un quadro che, a suo giudizio, riguarda in modo particolare le regioni meridionali, dove il sistema produttivo appare più esposto.
Al centro dell’analisi c’è la situazione dello stabilimento Leonardo di Grottaglie, dove nelle scorse ore i lavoratori hanno incrociato le braccia per uno sciopero spontaneo, dopo il coordinamento nazionale delle rappresentanze sindacali della divisione Aerostrutture. Una mobilitazione che, secondo Viggiano, riflette un clima di forte incertezza sul futuro del sito produttivo.
“La situazione è estremamente delicata e riguarda non solo Grottaglie, ma l’intero sistema industriale del Mezzogiorno”, afferma la deputata, sottolineando come le prospettive legate a una possibile joint venture tra Leonardo e il fondo sovrano saudita PIF, prevista entro giugno 2026, aprano scenari complessi e motivo di preoccupazione per lavoratori e territori.
Il timore è quello di un indebolimento di un comparto considerato strategico, con ripercussioni non solo in Puglia, ma anche negli altri poli produttivi coinvolti, da Foggia a Pomigliano e Nola, fino all’intera filiera dell’aeronautica civile. A pesare, secondo l’esponente dem, è anche la mancanza di una visione industriale di lungo periodo, segnata dalla dipendenza dalla monocommittenza Boeing e da una mancata diversificazione produttiva.
“Non possiamo accettare che il futuro industriale del Paese venga deciso da logiche finanziarie sganciate dai territori”, prosegue Viggiano. “Leonardo è un presidio strategico e tale deve restare, così come deve essere garantita la piena tutela occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori”.
La vertenza Leonardo si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà che coinvolge altri settori. La deputata richiama la situazione dei 73 lavoratori Tiscali, insieme ai dipendenti delle sedi di Cagliari, Bari e Milano, alle prese con forti incertezze sul proprio futuro. Analoghe preoccupazioni riguardano anche i lavoratori impegnati nei settori della cultura e della giustizia in Puglia e a Taranto, figure essenziali per il funzionamento di musei e tribunali.
Il quadro si completa con la vicenda dello stabilimento ex Ilva, che continua a rappresentare uno dei nodi più complessi per il territorio ionico. Lavoratori e istituzioni locali, evidenzia Viggiano, si trovano ancora a inseguire notizie frammentarie sul futuro dell’impianto e sull’individuazione di eventuali nuovi acquirenti, senza certezze né sul piano occupazionale né su quello sanitario.
“È evidente che si stanno trascurando le emergenze reali del Paese”, afferma ancora la deputata. “Mentre interi territori rischiano di perdere lavoro, competenze e prospettive di sviluppo, serve una risposta concreta e immediata”.
Da qui l’impegno annunciato a portare la questione all’attenzione del Parlamento. “È mio dovere rappresentare le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e delle comunità locali”, sottolinea Viggiano, ribadendo la necessità di un cambio di passo. “Serve una strategia industriale chiara per il Mezzogiorno e per i settori strategici del Paese”.
Intanto la mobilitazione non si ferma. Nelle prossime ore è prevista una nuova assemblea davanti allo stabilimento Leonardo di Grottaglie, alla quale sono state invitate le istituzioni locali, regionali e nazionali. Un segnale di attenzione che punta a mantenere alta la pressione su una vertenza che, per la parlamentare, rappresenta un passaggio decisivo per il futuro industriale del Sud.
“È il momento della responsabilità”, conclude Viggiano. “Difendere il lavoro a Grottaglie e negli altri siti produttivi significa difendere il futuro industriale del Mezzogiorno e dell’intero Paese”.
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