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Taranto

Arsenale, Bitetti chiede a Crosetto un vertice per le carenze di personale

Il sindaco scrive al ministro della Difesa: “Serve un piano urgente per rilanciare Taranto e il sistema Difesa”

L'Arsenale

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TARANTO - Rafforzare organici e investimenti per restituire centralità all’Arsenale Militare Marittimo. È la richiesta avanzata dal sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che ha scritto al ministro della Difesa Guido Crosetto chiedendo un incontro per affrontare il futuro dello stabilimento e il ruolo della città nel sistema nazionale della Difesa.

Nella comunicazione, il primo cittadino sottolinea il valore strategico dell’Arsenale, definendolo “un pilastro storico dell’economia locale” oltre che una struttura caratterizzata dalla qualità del personale e dall’efficienza delle infrastrutture.

Bitetti evidenzia però le criticità legate al piano assunzioni relativo al periodo 2020-2022, che non avrebbe prodotto i risultati attesi. “Sono stati coperti solo 165 posti su 315 messi a concorso”, osserva, segnalando una carenza significativa di organico.

Da qui la richiesta di un cambio di rotta. Il sindaco invita il Governo “a rivalutare la necessità di superare i vincoli imposti dalla legge n. 244/2012”, che hanno inciso sulla riduzione del personale civile e militare.

Tra le proposte avanzate, anche l’attivazione di un piano straordinario. Bitetti sollecita infatti “un urgente piano di assunzioni e un piano di investimenti con il coinvolgimento della Marina Militare”, insieme alla possibilità di una diversificazione delle attività produttive. In particolare, il primo cittadino indica l’opportunità di riportare a Taranto le lavorazioni legate alla costruzione di parti di naviglio e alla gestione delle unità navali in disarmo.

L’obiettivo è duplice. Da un lato, rilanciare il tessuto economico locale, dall’altro rafforzare il ruolo strategico dello scalo ionico. “Le nostre richieste contribuirebbero anche a rafforzare la sicurezza nazionale – conclude Bitetti – in un contesto internazionale sempre più complesso, in cui il porto militare e l’Arsenale rappresentano un presidio fondamentale per il fronte sud dell’Italia e dell’Europa”.

Una presa di posizione che riporta al centro del dibattito il futuro dell’Arsenale e il suo peso nelle politiche industriali e di difesa del Paese.

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