BARI - Diminuiscono in modo significativo gli episodi di violenza ai danni del personale sanitario al Policlinico di Bari. È quanto emerge dai dati presentati nel corso dell’incontro dedicato alle strategie di prevenzione e gestione delle aggressioni nelle strutture sanitarie, che evidenziano un trend in netto miglioramento negli ultimi 2 anni.
Secondo lo studio, la quota di operatori che ha subito episodi di violenza è passata dal 51,0% al 31,5%, confermando l’efficacia delle misure adottate. L’indagine è stata realizzata dall’unità operativa di Medicina del Lavoro diretta dal professor Luigi Vimercati, nell’ambito del programma nazionale Italian Total Worker Health finanziato dal Ministero della Salute attraverso il PNC collegato al PNRR.
L’analisi ha coinvolto un campione di 200 operatori sanitari, sottoposti a questionari specifici per la valutazione del benessere e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il confronto tra i dati iniziali e quelli successivi agli interventi ha mostrato un calo consistente degli episodi.
La violenza verbale resta la forma più diffusa, rappresentando circa il 92% dei casi, mentre le molestie sessuali risultano in lieve diminuzione, passando dall’1,9% all’1,5%.
Particolarmente significativi i risultati nelle aree più esposte, come il Pronto soccorso, dove la percentuale di operatori coinvolti in episodi di violenza è scesa dal 76,3% al 58,6%. Un miglioramento attribuito anche a interventi organizzativi mirati, tra cui l’introduzione dell’infermiere dedicato all’accoglienza e la revisione dei percorsi interni.
“I dati dimostrano che le azioni intraprese stanno producendo risultati concreti – ha dichiarato il direttore sanitario Danny Sivo –. Abbiamo lavorato sulla sicurezza organizzativa e sulla qualità della relazione con l’utenza, perché prevenire la violenza significa anche migliorare accoglienza e comunicazione”.
Tra le misure adottate, il direttore sanitario ha richiamato il protocollo attivato con la Prefettura, che consente interventi più rapidi delle forze dell’ordine in caso di criticità, insieme alla creazione di un canale diretto di comunicazione con i familiari dei pazienti attraverso un numero dedicato e uno sportello informativo.
“Abbiamo investito anche nella segnaletica interna, nella formazione del personale e nella gestione delle relazioni con l’utenza – ha aggiunto –. Si tratta di interventi che, nel loro insieme, contribuiscono a ridurre le tensioni e a rendere più sicuro l’ambiente di cura per operatori e pazienti”.
Un percorso che, alla luce dei dati, sembra avviato verso risultati concreti, con l’obiettivo di consolidare nel tempo un sistema sanitario più sicuro e sostenibile.