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Brindisi

Ex Presidente del Consiglio comunale: "Non solo estraneo ai fatti, ma anche vittima"

La tesi difensiva portata da Pietro Guadalupi davanti al Gip di Lecce: possibile ricorso al Riesame

Il Tribunale di Lecce

Il Tribunale di Lecce

BRINDISI - Si sono dichiarati estranei ai fatti contestati durante gli interrogatori di garanzia davanti al Gip del tribunale di Lecce, gli indagati coinvolti nell’inchiesta sulla presunta ricostituzione della frangia tuturanese della Sacra Corona Unita.

Tra loro anche l’ex presidente del consiglio comunale di Brindisi Pietro Guadalupi, che ha respinto ogni accusa: ha negato di aver svolto il ruolo di “facilitatore” in un presunto episodio estorsivo, escludendo di aver messo in contatto un imprenditore con ambienti criminali. Attualmente detenuto nel carcere di Borgo San Nicola, Guadalupi ha sostenuto di essere completamente estraneo alla vicenda, arrivando a definirsi “vittima del sistema emerso nell’indagine”.

La linea difensiva si fonda anche su alcune intercettazioni, nelle quali persone ritenute vicine al clan farebbero riferimento a un “Guadalupi” con espressioni minacciose. Secondo la difesa, si tratterebbe proprio dell’ex esponente politico, che sarebbe quindi stato oggetto di pressioni. Nelle prossime ore non si esclude la presentazione di un ricorso al Riesame.

Davanti al giudice ha fornito la propria versione dei fatti anche Mauro Iaia, indicato dagli inquirenti come vicino agli ambienti criminali. La Direzione distrettuale antimafia di Lecce ipotizza un suo progressivo avvicinamento al gruppo guidato da Salvatore Buccarella, fino a un incontro con esponenti del sodalizio dopo il quale si sarebbe messo a disposizione. Anche Iaia ha però negato ogni coinvolgimento.

Stessa posizione per Adriano Vitale, chiamato a rispondere di un ulteriore episodio estorsivo. Nel corso dell’interrogatorio ha spiegato che i rapporti con le persone indicate come vittime sarebbero stati esclusivamente di natura lavorativa, senza alcun legame con attività illecite.

L’indagine, condotta dalla squadra mobile di Brindisi, ha portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di 4 persone. Tra queste, un indagato risponde anche di associazione mafiosa, mentre gli altri sono accusati di diversi episodi estorsivi. Le posizioni restano ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, in attesa dei prossimi sviluppi.

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