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Taranto
20 Marzo 2026 - 11:18
La Marina Militare a Taranto - archivio
TARANTO - Una gara europea da oltre 132.060.000 euro rischia di tagliare fuori le imprese del territorio jonico. È la posizione espressa da Confindustria Taranto in merito al bando del Ministero della Difesa per l’acquisto di due bacini galleggianti da 10.000 tonnellate destinati agli arsenali di Taranto e Augusta, comprensivi anche di supporto logistico e adeguamenti infrastrutturali.
Secondo l’associazione degli industriali, l’impostazione della procedura, articolata in quattro lotti ma con una base economica particolarmente elevata, finisce per limitare di fatto la partecipazione delle aziende locali, pur in presenza di competenze consolidate nel settore della cantieristica.
A sollevare la questione è il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, che pone un interrogativo diretto al Ministero. “Perché non aver previsto due gare separate per i due bacini – uno per Taranto e uno per Augusta – così da consentire basi d’asta più accessibili e una platea più ampia di partecipanti?”. Una scelta diversa, secondo Toma, avrebbe potuto favorire la partecipazione delle imprese del territorio, anche attraverso la costituzione di raggruppamenti temporanei o consorzi.
Il nodo, evidenzia Confindustria, riguarda proprio la capacità del tessuto produttivo locale di inserirsi in una gara di tale portata economica. “Le imprese del settore dispongono di maestranze qualificate e di un know how consolidato – sottolinea il presidente – frutto di una tradizione storica che lega Taranto alla cantieristica”. Un patrimonio di competenze che, tuttavia, rischia di restare escluso a causa delle dimensioni dell’appalto.
Nel merito, l’associazione riconosce che le scelte adottate dal Ministero rispondono a esigenze specifiche, ma evidenzia come queste possano aver prodotto effetti penalizzanti per il sistema imprenditoriale locale, già provato da vincoli, procedure complesse e tempi burocratici spesso lunghi.
Confindustria Taranto, pur prendendo atto dell’imminente scadenza del bando, ha avviato un’interlocuzione con il Ministero per verificare se esistano margini per una revisione complessiva della gara. L’obiettivo è quello di rendere più accessibili le procedure e valorizzare le competenze presenti sul territorio.
L’auspicio, espresso da Salvatore Toma, è che in futuro le osservazioni avanzate possano essere tenute in considerazione nelle scelte delle stazioni appaltanti. “È fondamentale che le imprese locali possano uscire dal ruolo di semplici subappaltatrici e diventare protagoniste dirette dello sviluppo economico del territorio in cui operano”.
Una richiesta che si inserisce in un quadro più ampio, in cui la cantieristica rappresenta per Taranto non solo un settore produttivo, ma anche una componente identitaria e strategica per il rilancio dell’economia locale.
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