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Il caso

Aggressione sul treno, “Preoccupa il silenzio dei presenti”

I docenti del Cnddu intervengono dopo il pestaggio sul regionale Foggia-Bari e richiamano l’urgenza di un’educazione civica più concreta contro l’indifferenza

La Polfer

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BARI - Dopo l’aggressione avvenuta a bordo del treno regionale Foggia-Bari ai danni di uno studente universitario di 24 anni, arriva la presa di posizione del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che esprime forte preoccupazione non solo per la violenza subita dal giovane, ma anche per l’assenza di reazioni da parte di chi ha assistito alla scena.

Secondo quanto evidenziato dal Coordinamento, il pestaggio, compiuto da un gruppo di ragazzi in gran parte minorenni, assume un significato ancora più grave alla luce del comportamento dei presenti. Nessuno sarebbe intervenuto né durante l’aggressione né successivamente, neppure in stazione, come raccontato dalla stessa vittima.

Un elemento che, secondo il CNDDU, apre una riflessione più ampia sul piano culturale. Il rischio segnalato è quello di una progressiva assuefazione alla violenza, alimentata anche dalla continua esposizione a contenuti aggressivi attraverso media e social, che finirebbe per ridurre la percezione della sofferenza reale trasformandola in qualcosa di distante o spettacolare.

In questo contesto, il Coordinamento richiama le parole del giovane aggredito, che ha ricordato come la vita reale non possa essere confusa con una dimensione virtuale. Un messaggio considerato significativo perché richiama la responsabilità individuale di fronte a ciò che accade nello spazio pubblico.

Per il CNDDU, quanto accaduto non può essere archiviato come un episodio isolato. La vicenda viene letta come il segnale di una fragilità educativa diffusa, che riguarda la capacità delle nuove generazioni di riconoscere il valore della dignità umana e di reagire di fronte alle ingiustizie. La violenza di un gruppo e l’immobilità di una comunità, si sottolinea, indicano un vuoto di consapevolezza che coinvolge l’intero sistema educativo e sociale.

Da qui l’appello a rafforzare i percorsi scolastici dedicati ai diritti umani, con un approccio che non si limiti alla teoria ma che incida concretamente sui comportamenti. La scuola, secondo il Coordinamento, deve diventare il luogo in cui si sviluppano empatia, senso civico e responsabilità, formando cittadini capaci di intervenire, chiedere aiuto e tutelare chi si trova in difficoltà.

Il CNDDU esprime quindi solidarietà allo studente e alla sua famiglia, sottolineando il valore della scelta del giovane di non reagire alla violenza e di affidarsi alle istituzioni. Un atteggiamento ritenuto esempio di fiducia nello Stato di diritto e di maturità civica.

Infine, viene sollecitata una riflessione più ampia che coinvolga scuola, università, istituzioni e informazione. La prevenzione, si evidenzia, non può basarsi solo su misure emergenziali o repressive, ma deve poggiare su un progetto educativo strutturato e continuativo.

L’obiettivo indicato è quello di costruire una società capace di riconoscersi nei valori condivisi e di difenderli attivamente, promuovendo percorsi nazionali dedicati al coraggio civico e alla tutela della persona, affinché nessuno resti solo di fronte alla violenza.

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