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Bisceglie
16 Marzo 2026 - 14:56
La Polizia Ferroviaria - archivio
BISCEGLIE - Un normale spostamento in treno si è trasformato in un episodio di violenza che ha lasciato segni fisici e psicologici. La vicenda è stata raccontata sui social da Vincenzo Rizzi, già esponente del Movimento 5 Stelle, e riguarda il figlio 19enne, aggredito da un gruppo di giovani durante un viaggio sulla linea ferroviaria Foggia-Bari.
L’episodio risale alla sera del 28 febbraio, quando il ragazzo era a bordo di un treno regionale diretto nel capoluogo pugliese. Secondo la ricostruzione fornita dal padre, il convoglio era partito da Foggia alle 22:06 e il giovane stava viaggiando normalmente quando, alla fermata di Trani, sono saliti diversi ragazzi.
Da quel momento, racconta Rizzi, l’atmosfera all’interno del vagone sarebbe cambiata rapidamente. Il gruppo, composto da circa 15 giovani, avrebbe iniziato a creare disordine tra rumori, provocazioni e atteggiamenti intimidatori.
Il racconto del padre descrive una situazione progressivamente degenerata. «Da subito rumore, fumo, provocazioni, quel modo di occupare lo spazio come se fosse tutto loro», scrive Rizzi sui social, spiegando che il figlio avrebbe percepito fin da subito un clima di tensione.
Secondo quanto riferito, il gruppo avrebbe poi individuato proprio il 19enne come bersaglio dell’aggressione. Il ragazzo sarebbe stato accerchiato all’interno del vagone, senza possibilità di allontanarsi.
La violenza, stando alla ricostruzione fornita dalla famiglia, sarebbe esplosa in pochi istanti. «Lo circondano. L’ambiente è stretto, senza vie di fuga, e l’aggressione esplode con una violenza improvvisa e multipla», racconta il padre, riferendo di colpi sferrati da più direzioni accompagnati da minacce e insulti.
Il giovane avrebbe cercato soltanto di difendersi e di limitare le conseguenze dell’attacco senza reagire. Sempre secondo il racconto pubblicato sui social, nessun intervento sarebbe arrivato dal personale di bordo mentre la situazione degenerava.
Quando il treno ha raggiunto la stazione di Bisceglie, il ragazzo sarebbe riuscito a liberarsi dal gruppo e a scendere dal convoglio. L’aggressione, però, non si sarebbe fermata.
Il gruppo lo avrebbe infatti inseguito anche sulla banchina, continuando a colpirlo. Solo grazie all’intervento di una persona presente sul posto il giovane sarebbe riuscito a risalire sul treno e a mettersi in salvo.
Il bilancio dell’aggressione è stato pesante. Il 19enne aveva il volto tumefatto e un dente scheggiato, oltre a uno stato di forte shock dovuto alla violenza subita.
Subito dopo l’accaduto il ragazzo ha chiesto di contattare le forze dell’ordine. Nel frattempo, però, durante l’aggressione gli era stato rubato il telefono cellulare, rendendo impossibile chiamare direttamente la polizia.
A consentire la richiesta di aiuto è stato un altro passeggero salito proprio alla stazione di Bisceglie, che ha prestato il proprio telefono permettendo al giovane di contattare le autorità.
Il 19enne è stato successivamente trasportato al Policlinico di Bari, dove ha ricevuto le cure necessarie. Dopo l’assistenza sanitaria ha presentato denuncia alla Polizia Ferroviaria, assistito dall’avvocata Innocenza Starace.
Le indagini hanno fatto registrare sviluppi in tempi rapidi. Grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza e ad alcuni video pubblicati sui social la sera dell’aggressione, gli investigatori sono riusciti a identificare 14 dei presunti responsabili, tutti minorenni.
Resta ancora da individuare l’ultimo componente del gruppo, attualmente in fase di identificazione.
Secondo quanto emerso dalle prime verifiche, non sarebbe la prima volta che il gruppo si rende protagonista di episodi simili, circostanza che ora è al vaglio degli inquirenti nell’ambito delle indagini avviate dopo la denuncia della vittima.
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