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Grottaglie

I sindacati: "Aerostrutture deve rimanere nella Leonardo"

Fim, Fiom e Uilm contestano la strategia industriale sulla divisione e chiedono garanzie sulla permanenza nel gruppo. Convocato per il 18 marzo il coordinamento unitario delle rappresentanze sindacali

Leonardo

Lavoratori della Leonardo

GROTTAGLIE - Cresce la preoccupazione dei sindacati metalmeccanici sul futuro della Business Unit Aerostrutture di Leonardo. Le organizzazioni Fim, Fiol e Uilm hanno ribadito una posizione critica rispetto alle prospettive industriali che potrebbero interessare il settore, chiedendo garanzie chiare sulla permanenza delle attività all’interno del gruppo e sul ruolo degli stabilimenti del Mezzogiorno.

Le tre sigle sindacali hanno spiegato di non essere disponibili a sostenere progetti industriali che non assicurino la permanenza dell’ingegneria e delle attività produttive nel perimetro Leonardo, oltre alla continuità della governance diretta da parte dell’azienda su tutti i siti coinvolti.

Secondo FIM, FIOM e UILM, il comparto dell’aeronautica civile necessita da tempo di politiche industriali adeguate, che negli ultimi decenni sarebbero mancate. Proprio per questo i sindacati hanno dichiarato la disponibilità a un confronto con il Governo, purché questo possa rappresentare l’avvio di una nuova fase nelle scelte industriali dell’azienda.

Alla luce delle possibili evoluzioni che potrebbero interessare la divisione Aerostrutture, i sindacati ritengono necessario mantenere la massima attenzione sulle decisioni strategiche di Leonardo. Per questo motivo è stata convocata per martedì 18 marzo una riunione del Coordinamento unitario delle RSU e delle strutture territoriali della Business Unit Aerostrutture, con l’obiettivo di valutare eventuali iniziative sindacali.

Il confronto nell’Osservatorio strategico Leonardo

Le posizioni delle organizzazioni sindacali arrivano all’indomani della riunione dell’Osservatorio strategico Leonardo, tenutasi l’11 marzo, presieduta dall’amministratore delegato Roberto Cingolani insieme alla direzione aziendale e alle segreterie nazionali di FIM, FIOM e UILM.

Durante l’incontro è stato illustrato l’aggiornamento del piano industriale della società, che punta a consolidare lo sviluppo delle diverse divisioni introducendo un cambiamento di impostazione strategica. Il nuovo indirizzo prevede infatti il passaggio da un modello legato alla difesa tradizionale, basata su confini fisici e sistemi cinetici, a una visione più ampia di sicurezza globale integrata e multidominio.

Secondo quanto emerso durante il confronto, il gruppo intende rafforzare il proprio posizionamento nelle tecnologie avanzate, con particolare attenzione ai sistemi digitali e alla cyber security, destinati a diventare elementi centrali delle future strategie aziendali.

Leonardo continuerà inoltre a investire nelle diverse divisioni e prevede di ampliare lo sviluppo del supercalcolatore e delle tecnologie legate alla sicurezza informatica, considerate insieme alla divisione elettronica il cuore delle tecnologie proprietarie del gruppo.

Occupazione e prospettive industriali

Nel piano industriale illustrato dall’azienda sono previsti effetti positivi anche sul piano occupazionale. Nei prossimi 5 anni il gruppo stima una crescita complessiva degli addetti fino a 28.000 unità nel mondo, di cui 11.000 in Italia.

L’obiettivo dichiarato è quello di aumentare il portafoglio ordini fino a 145 miliardi e i ricavi fino a 126 miliardi.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre affrontato il tema di Iveco Defence. Il closing dell’operazione è previsto per il 18 marzo per la parte relativa ai veicoli militari prodotti nello stabilimento di Piacenza e nello staff di Torino. È in corso, inoltre, una valutazione sull’eventuale acquisizione da parte del gruppo Rheinmetall, che dispone di un diritto di prelazione destinato a scadere entro giugno.

Per quanto riguarda il settore dei sistemi unmanned, l’azienda sta lavorando a un’accelerazione delle attività con l’obiettivo di ridurre i tempi di sviluppo e certificazione e avviare successivamente la produzione nei siti già individuati.

Il nodo Aerostrutture

Un capitolo importante del confronto ha riguardato proprio la divisione Aerostrutture, al centro delle preoccupazioni dei sindacati. L’azienda ha spiegato che il percorso di valutazione per la possibile creazione di una joint venture non ha subito accelerazioni e potrebbe concludersi entro giugno.

Leonardo ha inoltre chiarito di non avere intenzione di uscire dal settore Aerostrutture e ha indicato che l’eventuale governance della joint venture sarebbe impostata su base paritetica.

Nonostante le rassicurazioni, FIM, FIOM e UILM continuano a esprimere una valutazione critica sull’impostazione industriale della divisione. Pur giudicando positivamente le linee guida generali del piano strategico dell’azienda, i sindacati ribadiscono la necessità di garantire la permanenza delle attività produttive e ingegneristiche nel gruppo Leonardo, in particolare nei siti radicati nel Mezzogiorno.

Per questo le organizzazioni sindacali intendono mantenere alta la mobilitazione e hanno annunciato un momento di confronto unitario per valutare le prossime iniziative a tutela del settore e dei lavoratori.

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