Cerca
Taranto
09 Marzo 2026 - 06:12
“Astipe ‘a zambogne”: c'era una volta il conflitto sociale fra italsiderini e arsenalotti
TARANTO - “Astipe ‘a zambogne pe’ quanne abbesogne”, si dice a Taranto quando uno aspetta il momento adatto per regolare i conti. E nella omonima commedia di Lino Conte, andata in scena sabato 7 marzo al teatro Fusco, i conti da regolare sono stati diversi, in un finale denso di divertenti colpi di scena. Si ride tanto, ma altrettanto si riflette, meditando su come siamo cambiati in tanti anni.
Rappresentata nel 1978, la spassosa commedia è incentrata sui conflitti sociali di quei tempi, in particolare tra arsenalotti e italsiderini, com’erano comunemente indicati i dipendenti della grande industria siderurgica. Erano i tempi in cui dipendenti dello stabilimento militare notoriamente passavano per coloro che non erano assillati dal carrierismo, al contrario dei secondi, che (sempre nel luogo comune) si sentivano dei privilegiati e accumulavano straordinari su straordinari per guadagnare di più e avanzare di livello, a costo di sacrificare i diritti dei propri familiari.
E così è la storia di Peppino Casone (Lino Conte) e di Cataldo De Santis (Francesco Donvito), il primo agognante al casco bianco di caposquadra al “gigante d’acciaio”, il secondo contento del pur modesto ma sicuro guadagno mensile fra i capannoni dell’Arsenale. Ma quanti grattacapi per entrambi con le rispettive famiglie.
La moglie di Peppino, Rosina (interpretata da Gabriella Manigrasso) vuole che il marito resti di più a casa, come pure le figlie Ninina (Monica De Leo) e Pasqualina (Agnese Adinolfi), che giustamente chiedono più attenzione dal papà. Questi non se ne dà per inteso, mandando all’aria anche l’attesa uscita con tutta la famiglia per andare al circo per un pronto intervento all’Italsider. Ma gliela faranno pagare, eccome!
Dall’altra parte la moglie di Cataldo, Concetta (la divertentissima Marisa Lopalco) è stanca di avere sempre fra i piedi il consorte, pressandolo oltremisura affinché trovasse una seconda occupazione. Dal canto suo, lo sfaticato figlio Eugenio (Luigi Pindinello), viziato oltremisura dalla mamma, non vuol sentire nemmeno l’odore del lavoro.
Le due famiglie si detestano per un malinteso senso di superiorità da parte di Peppino Casone, che in quanto dipendente Italsider considera poco meno di un poveraccio l’arsenalotto. Non se ne danno per inteso i figli Eugenio e Ninina, che tubano teneramente come colombini. Ma che futuro potrà avere la coppia con il giovane che denota chiaramente grande immaturità?
L’unione fra l’altro è avversata da Peppino, che invece preferirebbe che la figlia si fidanzasse con il suo caporeparto Alberto Rossi (Fabio Galeotti, al suo esordio in scena), uomo maturo e di grande eleganza. I due escono ogni sera, con grande scorno di Eugenio e di mamma Concetta.

“Astipe ‘a zambogne”: c'era una volta il conflitto sociale fra italsiderini e arsenalotti
All’improvviso però gli equilibri sociali si ribaltano quando giunge la notizia della promozione di Cataldo, il lavoratore dell’Arsenale, promosso caposquadra: zampogna numero 1. Il successivo capovolgimento di fronte si ha quando la giovane Ninina, stanca di fingere, dichiara di non avere più interesse per il caporeparto Rossi, che invece sognava il matrimonio: zampogna numero 2.
Inoltre la ragazza manda a quel paese anche l’infingardo Eugenio (zampogna numero 3) e, esasperata dal comportamento del padre, annuncia di andare a lavorare a Milano (zampogna numero 4). E la quinta zampogna? È sfiatata, in quanto Eugenio dapprima proclama il distacco dalle gonne materne per poi aggrapparsi subito dopo, quando scopre di non riuscire ad assumersi le sue responsabilità.
Tanti applausi da parte del numerosissimi pubblico, in attesa del bis al teatro Turoldo.
I più letti
Testata: Buonasera
ISSN: 2531-4661 (Sito web)
Registrazione: n.7/2012 Tribunale di Taranto
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Piazza Giovanni XXIII 13 | 74123 | Taranto
Telefono: (+39)0996960416
Email: redazione.taranto@buonasera24.it
Pubblicità : pubblicita@buonasera24.it
Editore: SPARTA Società Cooperativa
Via Parini 51 | 74023 | Grottaglie (TA)
Iva: 03024870739
Presidente CdA Sparta: CLAUDIO SIGNORILE
Direttore responsabile: FRANCESCO ROSSI
Presidente Comitato Editoriale: DIEGO RANA