Cerca

Cerca

Grottaglie

Leonardo, la svolta delle aerostrutture tra finanza globale e radicamento nel Mezzogiorno

Scorporo entro il 30 giugno 2026, possibile ingresso del fondo sovrano saudita e partita decisiva per occupazione e assetti industriali nel Sud

Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie

Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie

TARANTO - Il piano industriale varato da Leonardo per la propria area business aerostrutture si configura come una delle manovre di ingegneria societaria più articolate e decisive dell’ultimo decennio nel comparto della difesa e dell'aerospazio continentale.

Le recenti dichiarazioni del CEO Roberto Cingolani tracciano una tabella di marcia estremamente serrata, individuando nella data del 30 giugno 2026 lo spartiacque definitivo per l'assetto produttivo degli stabilimenti situati nel Mezzogiorno italiano. Non siamo di fronte a una mera dismissione di asset, bensì a un'operazione di scorporo progressivo e strutturato, finalizzata a isolare una business unit storicamente gravata da perdite operative per traslarne il perimetro verso un modello di "campione globale" capace di attrarre massicci flussi di capitali esteri.

Il fulcro nevralgico di questa trasformazione risiede nella costituzione di una nuova entità legale, una NewCo, che nella sua fase embrionale vedrà una partecipazione azionaria paritetica al 50 per cento tra il gruppo di Piazza Monte Grappa e un investitore internazionale di primissimo piano. Le indiscrezioni finanziarie convergono con insistenza sul fondo sovrano dell'Arabia Saudita, un partner dotato di una potenza finanziaria senza pari. Questa architettura duale è stata studiata nei minimi dettagli per garantire la continuità operativa e preservare la solida fiducia di contractor globali quali Boeing e Airbus, i quali esigono garanzie ferree sulla qualità dei manufatti e sul rispetto dei cicli di consegna.

La permanenza di Leonardo come socio paritario assicura che il patrimonio di know-how tecnologico e le complesse certificazioni aeronautiche rimangano ancorati all'esperienza industriale italiana durante tutta la delicata fase di transizione e setup della nuova realtà.

Sotto il profilo strettamente industriale, lo scorporo permette a Leonardo di deconsolidare dal proprio bilancio un'attività che assorbe risorse finanziarie ingenti senza produrre margini di profitto soddisfacenti. Il comparto delle aerostrutture ha infatti risentito pesantemente delle oscillazioni della domanda nei programmi civili, subendo il rallentamento del programma Boeing 787, i cui componenti critici sono realizzati nelle sedi di Grottaglie e Foggia. La visione dei vertici aziendali punta a trasformare questa criticità in un polo d'attrazione per nuove commesse, espandendo l'orizzonte produttivo con l'inaugurazione di un nuovo sito produttivo nel Paese del partner finanziario. Tale paradigma di internazionalizzazione permetterebbe una drastica riduzione dei costi fissi e una necessaria diversificazione del portafoglio prodotti, con l'ambizione dichiarata di posizionare la società nel ristretto novero dei primi 3 player mondiali del settore.

Per la platea degli azionisti, l'elemento di maggiore rilevanza è rappresentato dalla clausola di uscita progressiva. Leonardo ha esplicitato che il controllo paritetico costituisce esclusivamente una rampa di lancio. Nel medio periodo, una volta consolidati i target di redditività e saturata la capacità produttiva, il gruppo italiano è orientato a cedere la quota di maggioranza, completando il processo di deconsolidamento finanziario. Una simile strategia consentirebbe a Leonardo di riallocare i propri flussi di cassa e le energie manageriali sui segmenti a più alta marginalità e densità tecnologica, quali l'elettronica per la difesa, la cybersicurezza e l'integrazione di sistemi multidominio avanzati.

In questo quadro, la volatilità registrata dal titolo sui mercati finanziari, nonostante i risultati record conseguiti nel 2025, testimonia un atteggiamento di attesa prudente da parte degli investitori, i quali guardano all'aggiornamento del piano industriale previsto per il prossimo 12 marzo. In quella sede dovranno essere definiti i dettagli sulle autorizzazioni governative e sugli incentivi legati alla partnership straniera, tasselli indispensabili per decretare il successo di una manovra che mira a convertire una debolezza strutturale in una piattaforma di espansione globale.

Tuttavia, l'operazione di scorporo e la successiva Joint Venture per la BU Aerostrutture pongono interrogativi determinanti per la tenuta occupazionale del Sud Italia, con particolare riferimento ai poli industriali della Campania e della Puglia. Sebbene il piano miri al rilancio produttivo, le ricadute sulla forza lavoro mostrano profili di incertezza che richiedono un'analisi puntuale delle dinamiche territoriali. La Campania rappresenta il baricentro della progettazione e dell'integrazione di componenti per Airbus e per i velivoli regionali ATR. In questo contesto, il piano industriale opera su un doppio binario. La pariteticità iniziale della NewCo serve a proteggere le certificazioni e le eccellenze professionali di Pomigliano, mentre l'iniezione di capitali esterni potrebbe finalmente sbloccare gli investimenti in automazione e industria 4.0 che Leonardo ha faticato a implementare autonomamente negli ultimi esercizi. Il futuro dei livelli occupazionali campani resterà dunque vincolato alla capacità della nuova entità di intercettare ordini che vadano oltre la storica partnership con Airbus, puntando sulla digitalizzazione avanzata dei processi.

La situazione della Puglia appare ancora più complessa a causa della marcata esposizione verso le alterne fortune del Boeing 787. Lo stabilimento di Grottaglie ha pagato un prezzo altissimo per le crisi produttive del colosso americano, e lo scorporo verso una Joint Venture con un partner solido si pone l'obiettivo di diversificare radicalmente l'output del sito, attirando nuove linee di montaggio o progetti legati alla difesa aerea. L'imperativo è la saturazione degli impianti per scongiurare definitivamente il ricorso agli ammortizzatori sociali. Parallelamente, per il sito di Foggia, leader nei materiali compositi e nella fibra di carbonio, il piano prefigura un ruolo di avanguardia tecnologica. L'occupazione in quest'area potrebbe trovare rifugio nella domanda crescente di materiali ultra-leggeri per l'aviazione di nuova generazione, sia in ambito civile che militare.

Nonostante le dichiarazioni di ottimismo sulla creazione di nuovi posti di lavoro, persistono forti preoccupazioni tra le sigle sindacali e le amministrazioni locali. La prospettiva di un nuovo stabilimento all'estero solleva dubbi legittimi. Queste nuove capacità produttive saranno realmente addizionali o finiranno per drenare investimenti destinati ai siti storici italiani? La sfida politica e industriale sarà assicurare che l'espansione internazionale non si traduca in una delocalizzazione mascherata. Inoltre, nel momento in cui Leonardo dovesse scivolare in una posizione di minoranza azionaria, i lavoratori si troverebbero sotto una governance dominata da un socio finanziario la cui priorità è il ritorno sull'investimento.

Questo scenario alimenta timori sulla validità futura degli accordi integrativi e sulla stabilità contrattuale. Infine, non va trascurato il destino delle migliaia di addetti delle piccole e medie imprese dell'indotto. La loro sopravvivenza resta legata alla capacità della NewCo di mantenere il baricentro della supply chain in Italia. In conclusione, se da un lato il piano offre una via d'uscita dall'incertezza legata a Boeing, dall'altro sposta inevitabilmente l'asse decisionale lontano dall'Italia. La stabilità sociale del Sud sarà garantita solo se il "via libera politico" richiederà clausole di salvaguardia granitiche per i livelli occupazionali e gli investimenti tecnologici nei siti storici del Mezzogiorno.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori