BARI - La Cgil Puglia prende posizione sulle indiscrezioni relative ai conti della sanità regionale e alla possibile revisione delle aliquote Irpef. Il sindacato esprime una contrarietà netta all’ipotesi che il riequilibrio finanziario possa tradursi in un aumento della pressione fiscale sui cittadini.
Secondo la segretaria generale Gigia Bucci, non è accettabile che a sostenere il peso di eventuali scelte fiscali siano famiglie e lavoratori, già messi a dura prova dall’incremento del costo della vita. La Cgil annuncia inoltre che vigilerà affinché eventuali interventi di razionalizzazione non comportino una riduzione dei servizi sanitari offerti alla popolazione.
Nel merito delle difficoltà economiche delle Asl, Bucci richiama l’impatto dell’inflazione, dell’aumento dei costi energetici e dei materiali, oltre ai tagli al Fondo sanitario nazionale riconducibili alle scelte del Governo centrale. In questo quadro, il sindacato sollecita il presidente della Regione a evitare soluzioni che gravino sugli stessi cittadini che già subiscono le criticità del sistema sanitario, evidenti nelle liste d’attesa e nelle carenze della sanità territoriale.
La Cgil propone di aprire una vertenza istituzionale con il Governo nazionale per ottenere maggiori risorse destinate alla sanità pubblica. Allo stesso tempo viene sollevata la questione del criterio di riparto del Fondo sanitario nazionale, ritenuto penalizzante per regioni come la Puglia in relazione alle proprie caratteristiche demografiche e socioeconomiche.
Il sindacato conclude ribadendo che la difesa del diritto alla salute deve restare prioritaria e che la richiesta di maggiori finanziamenti statali rappresenta una battaglia che potrebbe trovare il sostegno delle istituzioni e della società civile.
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