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Il fatto

Contratti di filiera, ok definitivo alle semplificazioni fino al 2026

Approvato l’emendamento al Dl Milleproroghe che accelera le procedure e rinvia alcune verifiche alla fase di pagamento. Stanziati 4,3 miliardi per l’agroalimentare

La senatrice Maria Nocco e l'on. Giovanni Maiorano

La senatrice Maria Nocco e l'on. Giovanni Maiorano

TARANTO - Via libera definitivo all’emendamento inserito nel Decreto Milleproroghe che punta a velocizzare l’approvazione dei contratti di filiera e di distretto e a prorogare fino al 31 dicembre 2026 le semplificazioni amministrative per l’erogazione dei contributi pubblici.

La nuova disposizione consente al Ministero dell’Agricoltura di procedere alla sottoscrizione dei contratti rinviando alcune verifiche, tra cui il Durc e le certificazioni antimafia, alla fase dell’effettiva erogazione delle risorse. I controlli restano obbligatori, ma non saranno più richiesti in sede di approvazione del contratto bensì al momento del pagamento.

L’obiettivo dell’intervento normativo, promosso dalla senatrice Maria Nocco e firmato dal parlamentare Giovanni Maiorano di Fratelli d’Italia, è evitare che un singolo adempimento formale o un’irregolarità temporanea, spesso risolvibile in tempi brevi, possa bloccare l’intero contratto e fermare progetti che coinvolgono decine di imprese, impedendo l’accesso agli stati di avanzamento lavori e ai finanziamenti collegati.

La proroga fino al 2026 introduce inoltre la possibilità per le pubbliche amministrazioni di rinviare ulteriori adempimenti alla fase del saldo finale dei contributi, con l’intento dichiarato di rendere più snelle le procedure.

I contratti di filiera rappresentano uno strumento centrale per il comparto agroalimentare nazionale. Su questa misura il governo ha stanziato complessivamente 4,3 miliardi di euro, destinati a sostenere investimenti strategici, innovazione e aggregazione tra imprese.

Secondo la senatrice Maria Nocco, l’intervento elimina un rallentamento burocratico che ha inciso su investimenti rilevanti per il settore. Le verifiche, ha sottolineato, vengono mantenute ma collocate nella fase ritenuta più appropriata, ossia quella dell’erogazione delle risorse pubbliche, così da garantire legalità senza ostacolare lo sviluppo.

Sulla stessa linea Giovanni Maiorano, che ha definito la misura una vera operazione di semplificazione, in grado di alleggerire gli oneri per le imprese e rendere più razionale il sistema dei controlli, senza compromettere la tutela del denaro pubblico.

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