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Il caso

Liste d’attesa, l'on. Iaia attacca la Regione: tempi troppo lunghi

Il deputato FdI chiede riforme strutturali e accesso alle cure per tutti

Dario Iaia

Dario Iaia

BARI - Le criticità della sanità pugliese tornano al centro del confronto politico. Il deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia interviene con una nota in cui denuncia i tempi di attesa per esami e visite, ritenuti incompatibili con la tutela della salute dei cittadini.

Secondo l’esponente parlamentare i dati evidenzierebbero una situazione diffusa su tutto il territorio regionale. «Permangono gravi criticità nella sanità in Puglia, con particolare riferimento alle liste di attesa» afferma, sottolineando come il problema continui a incidere sull’accesso alle cure.

Iaia riporta alcuni esempi relativi alle prestazioni sanitarie. In Puglia una colonscopia arriverebbe fino a 702 giorni nell’Asl Barletta Andria Trani, mentre una visita ortopedica può richiedere fino a 325 giorni. Per una prima visita cardiologica l’attesa indicata è di 222 giorni, tempi che il deputato confronta con altre realtà regionali dove sarebbero più contenuti. «Le cifre ci pongono tra le regioni con le liste d’attesa più lunghe d’Italia» sostiene.

Il parlamentare giudica insufficiente il piano sperimentale recentemente approvato dal presidente regionale Antonio Decaro per affrontare il problema. A suo avviso l’intervento avrebbe carattere temporaneo e non risolverebbe le criticità strutturali del sistema sanitario. «Temo che non porterà ai risultati necessari perché ha il carattere dell’emergenza e non della lungimiranza» dichiara, chiedendo una riforma più incisiva.

Nel documento viene evidenziato anche il tema dell’accesso alle cure da parte delle fasce più fragili. Iaia chiede alla Regione di garantire prestazioni sanitarie senza discriminazioni economiche. «È inaccettabile che le fasce più deboli siano costrette a rinunciare alle cure» afferma.

Il deputato conclude ribadendo il principio generale. «La salute è un diritto di tutti e deve essere tutelato come tale» sottolinea, sollecitando interventi decisivi per ridurre i tempi di attesa e migliorare l’organizzazione sanitaria regionale.

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