Cerca

Cerca

L'analisi

Crollo Stellantis, il giorno che ha scosso mercati e certezze

Perdita del 25% in poche ore e polemiche su elettrico, finanza e istituzioni

L'ABC degli investimenti, tra azioni, ETF e obbligazioni

Borsa affari - archivio

BARI - L’azione Stellantis ha perso in un giorno il 25% del suo valore e in alcuni momenti della seduta è andata anche peggio per via del fallimento del progetto auto elettrica. In modo estremamente brutale e approssimativo si può sintetizzare così la notizia.

Quindi ha “sbagliato” il management super pagato di Stellantis, ha “sbagliato” in maniera madornale l’Europa, ha “sbagliato” il governo italiano che ha foraggiato gli acquisti di queste auto drogando una domanda che da subito si sarebbe rivelata bassissima inducendo fin da allora a lasciar perdere; hanno “sbagliato” quei creduloni che hanno abboccato nell’acquisto di una cosa che forse sarà presto un oggetto da museo degli errori; hanno “sbagliato” i fondi di investimento che gestiscono il risparmio di milioni di famiglie che hanno comperato questa e altre azioni simili; hanno “sbagliato” le banche che hanno finanziato la cosa; però pagano i fessi che pagano le tasse e che mettono i loro risparmi nelle azioni.

Si è scoperto come la grande impresa e le Istituzioni sono dalla stessa parte mentre noi siamo dall’altra. Non solo, abbiamo anche imparato a non fidarci di questi che ancora non si definiscono nostri nemici ma che non solo non sono bravi né tanto meno infallibili come dicono ma non sono amici e fanno errori di questa portata. Poteva il cittadino scansare questa iattura? No: le tasse le devi pagare a prescindere da come si spendono i soldi pubblici. Se poi hai qualche risparmio direttamente o indirettamente li metti a disposizione di quei gestori di soldi che a loro volta alle volte “sbagliano” grandiosamente come in questo caso. A pagare però non sono quelli che hanno sbagliato ma per la stragrande maggioranza paga il cittadino ignaro che si è fidato.

Alla riapertura delle borse le banche vicine alle multinazionali compreranno questo titolo a prezzo di saldo magari profittando di un momento di scarsità di contrattazioni quando con poche azioni e pochissimi soldi faranno salire il loro valore ufficiale che leggeremo sul giornale. Poi non si sa.

Anche altri titoli del comparto non se la vedono meglio; qualcuno ha pensato di darsi alla costruzione di mezzi militari magari sognando o non disdegnando o favorendo un qualche sforzo bellico.

Pure dovrebbe far riflettere la rapidità con cui si è verificata la correzione e quindi si imporrebbe la domanda: quale è il valore vero se a distanza di meno di 24 ore abbiamo avuto una differenza così forte? Inoltre ormai questi titoli beneficiano di molte attenzioni: come mai nessuno ha posto un freno? Nessuno immaginava una cosa del genere? Oppure è stato determinato o lasciato accadere per costringere la politica ad intervenire? La verità è che nel settore della grande impresa e banca nulla è più vero perché i potentati pubblici e privati possono incidere e determinare quello che vogliono o quasi; solo una correzione biblica potrebbe azzerare questi poteri e quindi ritornare ad una economia più giusta.

Quindi sono eventi più positivi che negativi?

Ma il comparto pubblico non va molto meglio: quando le tasse servivano a retribuire soldati e giudici erano giustamente obbligatorie, oggi che si va disinvoltamente a distribuire soldi per le facciate dei palazzi, le auto elettriche o l’intelligenza artificiale o ancora alle banche o ad impianti produttivi in aperta concorrenza con quelli che già operano o ad amici in posti che contano in un tourbillon di corbellerie, come si fa a pretendere che il pagamento delle tasse sia obbligatorio? Eppure si impongono tasse oltre ogni ragionevolezza ad abitanti di immense zone in via di rapido abbandono o alle moltitudini delle periferie prive di ogni reddito ma che le pagano se accendono la luce o comperando il pane. Ormai il degrado operativo e culturale è così vasto, generale e profondo che non sembra esserci scampo ad una salutare correzione apocalittica dei valori azionari ed obbligazionari e ad una revisione sostanziale del valore della moneta; tutte cose, valori e quotazioni ormai per la maggior parte falsi.

Speriamo di sbagliare pure noi, una volta! staremo a vedere.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori