TARANTO - Il panorama industriale della provincia ionica vive un periodo di profonda trasformazione, segnato da segnali di decisa ripresa per il comparto aerospaziale e da una tensione crescente sul fronte della siderurgia.
Il coordinamento dei siti della divisione Aerostrutture, riunitosi il 6 febbraio presso lo stabilimento di Grottaglie, ha acceso i riflettori sul futuro produttivo e occupazionale del polo ionico. Durante l'incontro organizzato dalla Uilm, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di Foggia, Nola e Pomigliano D’Arco, il segretario generale Rocco Palombella ha delineato un quadro di profondo cambiamento. Da un lato la decisa ripresa del comparto aerospaziale, dall'altro la tensione crescente sulla siderurgia dell'ex Ilva.
Al centro del dibattito si pongono proprio le dichiarazioni di Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, che dal sito Leonardo di Grottaglie ha tracciato le linee guida per il futuro dei due capisaldi economici del territorio, sottolineando la necessità di proteggere gli asset strategici nazionali dalle incertezze del mercato globale e dalle speculazioni finanziarie.
Per lo stabilimento Leonardo di Grottaglie si apre una fase di ottimismo senza precedenti negli ultimi anni. Il rilancio della commessa Boeing per il 787 promette di riportare la produzione di fusoliere ai livelli pre-crisi, puntando a un obiettivo record di dodici coppie al mese. Questo incremento, oltre il mero dato statistico, rappresenta e si traduce concretamente in nuovi turni di lavoro e nell'annuncio di imminenti assunzioni, offrendo una boccata d’ossigeno occupazionale a un’area duramente provata. Il sito ha saputo vincere la sfida tecnologica dei materiali compositi, dimostrando che l'eccellenza produttiva può nascere anche in contesti inizialmente privi di una lunga tradizione aeronautica. La strategia attuale sembra voler superare definitivamente la fragilità della monocommittenza, integrando la storica collaborazione con il colosso americano Boeing a nuovi progetti, come la produzione di droni in partnership con la turca Baykar.
Sulla scia di questi sviluppi, l'ex sindaco di Grottaglie, Raffaele Bagnardi, ha interpretato il rilancio dello stabilimento come un caso emblematico di politica industriale riuscita. Secondo Bagnardi, il raddoppio della produzione Boeing e l'apertura ai droni segnano l'emancipazione da una condizione di passività industriale, elevando Grottaglie a polo dell'innovazione per l'intero Gruppo Leonardo. Tuttavia, l'ex primo cittadino avverte che il territorio deve ora trasformare questa contingenza favorevole in una stabilità strutturale, vigilando affinché l'ingresso di eventuali capitali esteri, come quelli ipotizzati dal fondo arabo Pif, non comprometta la governance nazionale e l'autonomia strategica dell'azienda.
Se il comparto aerospaziale sorride, il dossier ex Ilva resta invece una ferita aperta che rischia di degenerare in una crisi di sistema. Le parole di Palombella verso il Gruppo Flacks, il fondo americano interessato all'acquisizione della siderurgia tarantina, sono durissime e cariche di preoccupazione. Il sindacato teme che l'approccio degli investitori d'oltreoceano sia troppo superficiale, quasi si trattasse di una compravendita commerciale di scarso rilievo e non del destino di migliaia di lavoratori e di un intero sistema ambientale. La critica si estende anche al Governo, accusato di un silenzio perdurante e di aver delegato ai commissari una trattativa conclusiva senza il necessario coinvolgimento delle parti sociali.
Il 2026 si conferma dunque come l'anno della verità per l'industria pugliese. Mentre Leonardo dimostra che l'innovazione e la diversificazione possono proteggere il lavoro, l'ex Ilva rimane intrappolata in un percorso di vendita che, secondo la Uilm, manca di garanzie reali su piani industriali e investimenti certi. La richiesta che arriva dal territorio è chiara, non accettare svendite e mantenere il controllo pubblico e sindacale su asset che sono fondamenta della economia industriale del Paese.
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