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Bullismo e cyberbullismo, i Carabinieri incontrano gli studenti

Iniziativa nelle scuole per prevenzione e ascolto. Rimozione dei contenuti offensivi e ammonimento tra gli strumenti previsti

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TRANI - Il bullismo non è un gioco e la rete non è uno spazio senza regole. Con questo messaggio l’Arma dei Carabinieri avvia una serie di incontri nelle scuole per sensibilizzare i più giovani sui rischi delle prevaricazioni e delle offese online.

Durante gli appuntamenti i militari spiegano agli studenti come comportamenti apparentemente banali, come un insulto sui social, la diffusione di immagini senza consenso o il ricatto in rete, possano provocare conseguenze profonde nelle vittime e comportare responsabilità legali per chi li compie. L’obiettivo è favorire una presa di coscienza collettiva, trasformando il gruppo dei compagni in un sostegno per chi subisce violenze psicologiche e in un argine contro chi le mette in atto.

Particolare attenzione è dedicata agli strumenti di tutela previsti dalla normativa. I ragazzi che hanno compiuto 14 anni possono chiedere direttamente ai gestori dei siti la cancellazione di contenuti offensivi. In assenza di risposta interviene il Garante della Privacy entro 48 ore. I Carabinieri accompagnano minori e famiglie nelle procedure necessarie per ottenere la rimozione dei materiali lesivi.

Il Bullizzometro

Per le situazioni più complesse è previsto anche l’ammonimento, provvedimento con cui il responsabile viene convocato con i genitori davanti all’autorità. Non si tratta di una condanna ma di un richiamo formale valido fino ai 18 anni, pensato per interrompere condotte pericolose prima di conseguenze penali.

I militari impegnati nel progetto sottolineano il valore educativo dell’iniziativa. “Dietro ogni bullo c’è spesso un’incapacità di relazionarsi e dietro ogni vittima un coraggio che aspetta di emergere. Noi siamo qui perché nessuno debba avere paura di andare a scuola o di aprire un social network”.

L’Arma ricorda inoltre che in caso di difficoltà è possibile rivolgersi direttamente in caserma, contattare il 112 per emergenze o dubbi e utilizzare i servizi di supporto dedicati, compresi numeri verdi e osservatori regionali, per ricevere assistenza anche in forma anonima.

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