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Taranto

Rigassificatore al porto, Luciano Manna: "Lacune, errori e superficialità"

L’ambientalista di VeraLeaks contesta le incongruenze nella valutazione d’impatto pubblicata dal Ministero

Progetto del rigassificatore al Molo Polisettoriale di Taranto

Progetto del rigassificatore al Molo Polisettoriale di Taranto

TARANTO - Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta a firma di Luciano Manna, ambientalista e fondatore di VeraLeaks, sulla vicenda dei documenti pubblicati sul sito del Ministero dell’Ambiente per la realizzazione di un rigassificatore a servizio dell’ex Ilva. Eccone il testo integrale:

"Lacune ed incongruenze caratterizzano i documenti pubblicati sul sito del Ministero Mase relativi all'istanza di Valutazione di Impatto Ambientale del progetto del rigassificatore GNL da 12 mld mc/anno da realizzare presso il Molo Polisettoriale nell’area portuale della città di Taranto.

  1. Per questo progetto, ad esempio, non si considerano gli abitanti del quartiere tarantino di Lido Azzurro. Per il progetto non esistono e non appartengono a Taranto. Sul primo documento si legge: "Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo Terminale di rigassificazione GNL onshore allocato alla testa del molo polisettoriale della zona portuale della città di Taranto, in un sito distante dalla città di Taranto km 6.5, dalla linea di costa km. 1.5 e dal deposito AGIP km 3.5, assumendo quindi una configurazione equipollente ad un Offshore".

Grave lacuna e superficialità con cui si evidenzia che il progetto presentato considera i 6,5 km calcolando la distanza dal molo al quartiere Tamburi dimenticando di avere di fronte, a poco più di 1 km, che sarebbe poi la lunghezza del molo stesso dalla linea di costa, il quartiere di Taranto di Lido Azzurro, un polmone verde che risentirà fortemente dell'impatto ambientale di questo nuovo sito industriale.

Un sito che viene definito, con un gioco di parole, offshore proprio per questo errato calcolo delle distanze dalle abitazioni civili ma che di fatto nello stesso documento si ribatezza onshore. Forse ci stanno prendendo in giro.

  1. Nel documento di fattibilità tecnica economica, dopo aver escluso altre ipotesi di realizzare questo progetto in altri porti italiani si conclude scrivendo: "A seguito dell’attentato terroristico al Nord Stream, i gasdotti sono diventati infrastrutture sensibili agli attacchi terroristici effettuati con droni marini; ad oggi, non sussistono accorgimenti tecnici che possano garantirne la sicurezza".

Ho dovuto rileggere più volte questo passaggio sul documento per realizzare quello che hanno davvero scritto: proprio così, i consulenti tecnici della società Terminale rigassificazione gnl Taranto hanno scritto così. Ci chiediamo, quindi, alla luce di queste dichiarazioni, che i consulenti tecnici producano un documento con i possibili scenari che si potrebbero concretizzare in caso di attentato al sito di rigassificazione che, ricordiamo, prevede l'attracco di una gasiera molto grande definita appunto "Q_MA", cioè le gasiere esistenti più grandi al mondo e sorge accanto al sito industriale dell'Eni e dell'ex Ilva. Si prospetterebbero scenari devastanti.

  1. Un'altra leggerezza emerge su un documento che tratta salute e sicurezza: i due dottori che firmano questo documento dichiarano che le emissioni del sito rigassificatore sarebbero nulle rispetto alle quantità di emissioni inquinanti emesse dallo stabilimento ex Ilva. Affermazioni gravi ed offensive nei confronti dei cittadini di Taranto su cui già pende un danno sanitario insostenibile: come a dire, siccome c'è già inquinamento possiamo aggiungerne un altro po'.

Le emissioni di un sito rigassificatore di questa portata vanno messe in relazione ad un impatto sanitario sulle persone calcolando l'effetto cumulativo con altre emissioni industriali. Il rigassificatore darebbe apporto di composti organici volatili (VOC), anidride carbonica (CO2), ossido di diazoto (N20), metano (CH4), particolato pm2.5 e pm10 oltre agli scarichi di acqua arricchita di cloro che verrà utilizzata per il raffreddamento degli impianti. La stessa valutazione dell’impatto sanitario, nelle sue conclusioni, si esprime solo rispetto all'impatto dell'ex Ilva reputando salvifica e miracolosa quest'opera che ha la presunzione di decarbonizzare l'impianto industriale dell'ex Ilva, oggi Acciaierie d'Italia.

  1. Altro punto fondamentale è la relazione tra questo progetto e l'ex Ilva. Nei documenti progettuali leggiamo che il rigassificatore contribuisce "alla Decarbonizzazione dell’ex ILVA con una fornitura di gas naturale di 3,5 Mld/Smc/anno, in linea con il programma di Acciaierie d’Italia che prevede di produrre acciaio green con tecnologia a forni elettrici e carica con preridotto".

Tutto ciò è insostenibile e non ha nulla di vera decarbonizzazione perché l'esercizio eventuale del rigassificatore è previsto per il 2028 ed inoltre bisogna tener conto che il gas è una fonte fossile trasformata in energia di transizione alla decarbonizzazione solo dopo cop26 di Glasgow nel 2021, evento a cui ho personalmente partecipato, dove il gas entra nella tassonomia verde dell'Unione Europea ma è una palese operazione di greenwashing in virtù dei gravi ritardi di attuazione degli accordi di cop21 a Parigi nel 2015. Tutte queste decisioni ricadono rovinosamente sul futuro della nostra città.

I Punti sono tanti e verranno sviscerati per opporci a questo ulteriore scempio sul nostro territorio.

Concludo dicendo che l'opposizione al progetto di rigassificazione deve avere posizioni chiare e decise. Auspico una forte unione dei cittadini attivi coinvolgendo gli abitanti del quartiere Lido Azzurro. L'ultimo appello va fatto ai rappresentanti istituzionali recentemente eletti a Palazzo di Città: basta con il politichese, abbiamo bisogno di posizioni coraggiose e determinate altrimenti oltre a tradire l'elettorato sarà evidente l'inconsistenza della politica tarantina di fronte alle decisioni del governo centrale.

Sapete cos'altro hanno scritto sui documenti del rigassificatore? Che il progetto non influisce con la popolazione perché l'area non è balneabile: le nostre madri ed i nostri padri in quel sito vivevano come in un paradiso tra lidi e natura incontaminata. Nel corso dei decenni avete devastato tutto ed oggi volete ancora perpetrare lo scempio iniziato decenni fa? Noi non ve lo consentiremo".

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