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Taranto

Servizi comunali, il PSI rilancia l’affidamento in house

Castronovi ricorda la mozione approvata nel 2023 e chiede applicazione: “Più tutele ai lavoratori e vantaggi economici per l’ente”

Il Palazzo di città di Taranto visto dal mare

Il Palazzo di città di Taranto visto dal mare

TARANTO - Torna al centro del dibattito cittadino l’ipotesi di affidare direttamente alle società partecipate alcuni servizi comunali oggi appaltati all’esterno. A rilanciare il tema è Paolo Castronovi, segretario provinciale Avanti-PSI, intervenuto dopo la presa di posizione del sindacato UGL Terziario Taranto guidato da Giuseppe Scarciglia.

Castronovi ricorda di aver presentato la proposta quando era consigliere comunale nel 2023 e che la stessa era stata approvata dal Consiglio. “Il sindacato ha ripreso una proposta da me avanzata riguardante l’affidamento in house dei servizi continuativi non professionali”.

Secondo quanto spiegato, la mozione esaminava innanzitutto la possibilità prevista dalla normativa di considerare le società partecipate come operatori economici esterni a cui assegnare direttamente gli appalti, purché l’amministrazione dimostri la convenienza economica dell’operazione. “La norma consente l’affidamento diretto alle partecipate per la stessa durata dell’appalto se l’ente dimostra il vantaggio”.

Il dirigente socialista evidenzia anche il risvolto sociale dell’iniziativa, riferendosi alla situazione dei lavoratori impiegati nei servizi. “I lavoratori vivono periodicamente il dramma del cambio appalto nel quale non è sempre garantita la continuità lavorativa”, osserva, aggiungendo che spesso le aziende subentranti applicano contratti diversi con retribuzioni non equivalenti.

Tra i benefici indicati viene citato anche l’aspetto economico per il Comune. “Il vantaggio per l’amministrazione è evidente perché il reddito d’impresa non viene computato nei costi”.

Infine l’appello all’attuale maggioranza: “Molti firmatari della mozione siedono ancora in Consiglio comunale e sarebbe qualificante portarne a piena applicazione i contenuti”, conclude Castronovi.

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