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Taranto
04 Febbraio 2026 - 07:41
La Polizia di Stato - archivio
TARANTO - Una riflessione critica sull’attuale assetto giudiziario in materia di sicurezza arriva dal deputato jonico di Fratelli d’Italia Giovanni Maiorano, che interviene sul tema dell’iscrizione automatica nel registro degli indagati nei confronti degli appartenenti alle Forze dell’Ordine.
Secondo Maiorano, esiste una evidente sproporzione nel trattamento giudiziario di vicende recenti di cronaca. Da un lato, richiama quanto accaduto a Torino, dove alcuni esponenti del centro sociale Askatasuna sono stati indagati per una serie di reati legati a episodi di violenza, senza che tra le contestazioni figurasse il tentato omicidio. Dall’altro, cita il caso dell’agente di Polizia coinvolto nei fatti di Rogoredo, accusato di omicidio volontario dopo aver sparato a uno spacciatore che, secondo la ricostruzione, gli avrebbe puntato contro un’arma.
Per il parlamentare di Fratelli d’Italia, questo squilibrio dimostra l’urgenza di superare l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati, spesso qualificata come atto dovuto, anche quando emergerebbe con chiarezza una condotta legittima e difensiva. Una prassi che, a suo giudizio, finisce per colpire ingiustamente chi opera quotidianamente per garantire la sicurezza dei cittadini.
Maiorano richiama quindi la proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia, precisando che l’obiettivo non è introdurre forme di scudo penale, ma affermare un principio di giustizia e civiltà giuridica, tutelando gli uomini e le donne in divisa che agiscono nel rispetto delle regole. L’attuale sistema, sostiene, costringe spesso gli operatori delle Forze dell’Ordine a svolgere il proprio lavoro con il timore costante di un’indagine automatica, con ripercussioni significative sia sul piano professionale sia su quello personale.
Da appartenente alle Forze dell’Ordine prima ancora che da rappresentante parlamentare, Maiorano ribadisce la necessità di eliminare automatismi ritenuti ingiusti, nella convinzione che una maggiore tutela per chi garantisce la sicurezza pubblica si traduca in un rafforzamento della sicurezza per l’intera collettività.
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