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Bari
03 Febbraio 2026 - 06:44
Scontri di Torino, i Finanzieri pugliesi in prima linea
BARI - Gli scontri avvenuti a Torino vengono definiti un attacco diretto allo Stato e a chi ne garantisce la sicurezza dal Sindacato Italiano Lavoratori Finanzieri, che attraverso la segreteria regionale Puglia e Molise interviene con una presa di posizione netta. Secondo il sindacato, quanto accaduto va ben oltre il diritto di manifestare e assume i contorni di una violenza strutturata e organizzata, esercitata contro gli operatori in servizio.
Nel comunicato si fa riferimento alle immagini che hanno documentato aggressioni reiterate ai danni delle Forze dell’Ordine, con l’uso di calci, pugni, oggetti contundenti, martelli e bombe carta. Episodi che, viene sottolineato, non possono essere derubricati a semplici tensioni di piazza ma rappresentano azioni mirate riconducibili a gruppi che operano da anni con modalità eversive.
In questo contesto, il sindacato esprime apprezzamento e riconoscenza nei confronti delle Forze dell’Ordine provenienti da Puglia e Molise, inviate a Torino come rinforzo. In particolare, viene evidenziato il contributo dei finanzieri dei reparti pugliesi e molisani, impegnati in prima linea al fianco dei colleghi di tutta Italia. Una presenza che, secondo il SILF, ha inciso in modo significativo nel contenere una situazione ad alto rischio di ulteriore degenerazione.
Nonostante la distanza dalle sedi di appartenenza, l’impegno prolungato e la forte pressione operativa, gli operatori hanno garantito ordine, disciplina e capacità di intervento, dimostrando professionalità, sangue freddo e senso del dovere. Un comportamento che il sindacato ritiene meritevole di un riconoscimento pubblico.
La segreteria regionale Puglia e Molise ribadisce quindi la condanna senza riserve nei confronti dei gruppi responsabili delle violenze e chiede che le condotte vengano qualificate giuridicamente in modo adeguato, con l’applicazione delle norme previste per le forme di eversione violenta. Viene inoltre sottolineata la necessità di protocolli operativi chiari e strumenti idonei, per evitare che il personale sia esposto a rischi sproporzionati durante servizi ad altissima intensità.
Nel documento si rivendicano anche maggiori tutele per il personale impiegato fuori sede, spesso chiamato a operare in contesti complessi senza adeguati riconoscimenti, e si sollecita un segnale deciso da parte delle istituzioni per porre fine a qualsiasi forma di impunità nei confronti di chi attacca lo Stato.
Il sindacato conclude rinnovando la piena solidarietà agli operatori pugliesi e molisani impegnati a Torino e a tutti i colleghi coinvolti, ribadendo che colpire un servitore dello Stato equivale a colpire lo Stato stesso, che ha il dovere di rispondere con fermezza.
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