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Grottaglie
29 Gennaio 2026 - 06:56
Un aereo in volo - archivio
GROTTAGLIE - L'industria aeronautica globale sta assistendo a un cambio di paradigma senza precedenti grazie al progetto WindRunner, sviluppato dalla startup Radia. Questo colosso dei cieli, recentemente protagonista di un'importante esposizione al Singapore Air Show di gennaio 2026, si configura come il velivolo più grande mai costruito in termini di lunghezza e volume di carico, superando persino i record storici del leggendario Antonov An-225 Mriya. Con una lunghezza complessiva di centonove metri, il WindRunner è stato concepito per risolvere una delle sfide logistiche più complesse della transizione energetica, il trasporto delle pale per turbine eoliche di prossima generazione, la cui estensione rende ormai impossibile il transito su strade e ferrovie convenzionali.
La struttura del velivolo è imponente, caratterizzata da una fusoliera progettata per ospitare un volume di carico dodici volte superiore a quello di un Boeing 747. Nonostante le dimensioni titaniche, l'ingegneria che sta alla base del progetto non punta su tecnologie futuristiche e non testate, preferisce l'integrazione di sistemi, motori e materiali già certificati dall'aviazione civile. Questa scelta strategica mira ad accelerare i processi di approvazione normativa presso le autorità competenti, consentendo a Radia di rispettare la tabella di marcia che prevede l'inizio della produzione commerciale entro la fine del 2027.
L'innovazione più significativa risiede nella versatilità operativa del mezzo. Mentre la maggior parte dei grandi cargo necessita di piste chilometriche in cemento armato e infrastrutture aeroportuali di primo livello, il WindRunner è in grado di operare su piste di appena milleottocento metri, realizzate anche in terra battuta o ghiaia. Questa capacità di decollo e atterraggio su terreni semi-preparati permette di consegnare i componenti direttamente nei siti di installazione remoti, eliminando la necessità di costosi e lenti trasporti terrestri speciali che richiederebbero modifiche alla rete stradale e l'abbattimento di ostacoli fisici.
Oltre al settore dell'energia eolica, l'interesse verso questo gigante dell'aria si sta espandendo rapidamente verso altri ambiti strategici. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha già formalizzato accordi per esplorare l'uso del velivolo nella logistica militare, dove la possibilità di trasportare mezzi pesanti e attrezzature ingombranti direttamente in aree di crisi prive di aeroporti moderni rappresenta un vantaggio tattico decisivo. Parallelamente, l'industria aerospaziale guarda al WindRunner come a una soluzione ideale per il trasferimento di stadi di razzi e satelliti di grandi dimensioni, consolidando il ruolo di Radia come protagonista di una nuova era del trasporto pesante globale.
Il respiro globale del progetto Radia trova oggi un ancoraggio fondamentale nel territorio italiano. L’ambizione di trasformare la logistica dell'energia pulita sta infatti per concretizzarsi con l’insediamento dello stabilimento di assemblaggio del WindRunner a Grottaglie.
La scelta non è casuale. L'aeroporto di Grottaglie, già infrastruttura d’eccellenza per la logistica aerospaziale e sede di importanti realtà industriali come Leonardo, offre il contesto tecnico e geografico ideale per la nascita di questo gigante. Attualmente, è in fase avanzata di definizione la stipula di un Accordo di Programma tra la startup statunitense, la Regione Puglia e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Questo patto istituzionale mira a facilitare l'insediamento produttivo e punta a creare un vero e proprio distretto tecnologico dedicato al trasporto pesante sostenibile. Con l’avvio della linea di montaggio pugliese, l'Italia si candida a diventare l'hub europeo per la distribuzione delle mega-turbine eoliche, confermando come la sfida della transizione energetica passi necessariamente attraverso l'integrazione tra la grande ingegneria aeronautica e l’eccellenza manifatturiera del Mezzogiorno. Se il WindRunner promette di accorciare le distanze nel cielo, lo stabilimento di Grottaglie promette di accorciare quelle tra l'innovazione tecnologica e la realtà industriale del Paese.
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