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Il fatto

Contratto di lavoro nella Difesa, il SIULM Marina chiede un cambio di passo

Avviata la concertazione per il rinnovo contrattuale del comparto Sicurezza e Difesa. Il sindacato valuta positivamente l’apertura del confronto ma sollecita interventi strutturali su salari, previdenza e ruolo delle associazioni sindacali militari

i Ministri Zangrillo Piantedosi e Crosetto a incontro avvio Concertazione Rinnovo Contratto Difesa Sicurezza 2025 2027 (Foto Siulm Marina)

i Ministri Zangrillo Piantedosi e Crosetto a incontro avvio Concertazione Rinnovo Contratto Difesa Sicurezza 2025 2027 (Foto Siulm Marina)

TARANTO - L’avvio del confronto per il rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa 2025-2027 viene accolto con favore dal SIULM Marina, che lo considera un passaggio centrale nel percorso di tutela del benessere del personale militare e delle loro famiglie. La concertazione si è aperta alla presenza dei ministri competenti e del CSM Difesa, segnando l’inizio di una fase ritenuta decisiva.

Alla prima riunione del tavolo è intervenuto il Segretario Generale del SIULM Marina, che ha richiamato la necessità di un cambio di rotta non più rinviabile nelle politiche rivolte al personale della Difesa. Negli ultimi decenni, è stato sottolineato, uomini e donne in uniforme hanno garantito allo strumento militare nazionale elevati standard di professionalità e operatività, operando in contesti complessi e caratterizzati da forti responsabilità. Un patrimonio umano che, secondo il sindacato, deve essere posto al centro di qualsiasi progetto di evoluzione della Difesa.

Tra i temi ritenuti prioritari figura la perdita di potere d’acquisto degli stipendi, conseguenza dell’inflazione accumulata negli ultimi anni. Il progressivo divario salariale ha inciso in modo rilevante sulle condizioni economiche del personale, mentre indennità e istituti economici fermi da decenni risultano ormai non più coerenti con l’attuale costo della vita.

Una situazione che, secondo il SIULM Marina, ha contribuito anche alla riduzione dell’attrattività della carriera militare, come dimostrerebbero i dati emersi nei più recenti concorsi per l’arruolamento nella Marina Militare.

Da qui la richiesta al Governo di dimostrare una volontà concreta di investire risorse adeguate, attraverso interventi strutturali capaci di arrestare il progressivo impoverimento delle retribuzioni del personale militare. Il sindacato ribadisce inoltre l’urgenza di istituire una previdenza complementare specifica per il comparto Difesa, affiancata da un sistema previdenziale realmente calibrato sulla specificità e sulla gravosità del servizio.

Nel corso dell’incontro è stata avanzata anche la richiesta di un coinvolgimento pieno e sostanziale delle APCSM, le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari, nella definizione dei decreti correttivi collegati alle leggi n. 46 e n. 119 del 2022, affinché il confronto superi il piano meramente consultivo e assuma un ruolo strutturale e realmente incisivo.

In chiusura, il Segretario Generale del SIULM Marina ha ribadito che investire nel personale militare equivale a investire nella sicurezza del Paese, confermando la disponibilità del sindacato a partecipare ai lavori del tavolo con lealtà e spirito collaborativo, nella convinzione che dal confronto possano scaturire soluzioni concrete, durature e rispondenti alle esigenze reali del personale.

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