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Taranto

Truffe in danno ai clienti, nuova condanna per un noto avvocato tarantino

Sentenza di primo grado: 4 anni e 3 mesi di reclusione e interdizione dalla professione. Accertata la produzione di atti giudiziari e documenti bancari falsi

Avvocati

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TARANTO - Arriva un’ulteriore condanna in primo grado per un noto avvocato del foro tarantino già coinvolto negli ultimi anni in diversi procedimenti per truffa ai danni dei propri clienti.

Il Tribunale ha inflitto 4 anni e 3 mesi di reclusione, oltre all’interdizione dall’esercizio della professione per l’intera durata della pena, per una serie di reati che comprendono calunnia, falso in atto pubblico e truffa, sia tentata sia consumata.

Secondo quanto accertato nel processo, l’imputato avrebbe simulato l’avvio di una causa di lavoro nei confronti di una società tarantina, consegnando al cliente atti completamente falsi per dimostrare un’attività legale in realtà mai iniziata. Tra i documenti risultati contraffatti figurano scritture private, un ricorso presso la sezione lavoro del Tribunale di Taranto, una nota di iscrizione a ruolo, un atto di pignoramento presso terzi e persino un’ordinanza di assegnazione, che il giudice ha dichiarato espressamente inesistente e mai emessa dall’autorità giudiziaria.

Nel corso delle indagini è emerso anche l’utilizzo di false distinte di bonifico riconducibili a un istituto finanziario, costituitosi parte civile nel procedimento. Tali documenti sarebbero stati utilizzati per rassicurare il cliente sul presunto avanzamento della pratica. Per rendere il raggiro ancora più credibile, l’uomo avrebbe inoltre coinvolto un complice mai identificato, che si sarebbe finto direttore di banca per indurre il cliente al pagamento dell’onorario.

La vicenda è venuta alla luce quando il cliente, convinto dell’autenticità degli atti, li ha sottoposti alla società contro cui riteneva di aver avviato la causa. Il legale rappresentante, accertata la falsità della documentazione, ha rifiutato qualsiasi risarcimento e presentato denuncia, facendo crollare l’intero impianto fraudolento.

Il procedimento si inserisce in un quadro giudiziario più ampio, che vede lo stesso professionista già coinvolto in altre vicende analoghe. In un caso avrebbe prospettato a un cliente un’azione legale mai avviata contro un ente sanitario, mentre in un’altra vicenda, conclusa con una condanna a 1 anno e 6 mesi nel marzo 2025, ora pendente in appello, avrebbe incassato 1.800 euro promettendo un risarcimento di circa 16.000 euro per danni elettrici domestici, senza depositare alcuna richiesta.

La nuova sentenza rafforza l’impianto accusatorio e conferma un modus operandi basato su artifizi, raggiri e falsificazioni, con gravi ripercussioni sui clienti che si erano affidati al legale per la tutela dei propri diritti.

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