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Nardò

Violano il Daspo prima della partita, due tifosi denunciati

Controlli della Polizia di Stato durante l’incontro di Serie D. I due, già destinatari del divieto, segnalati per l’aggravamento delle misure disposte dal Questore di Lecce

La Polizia di Stato davanti allo stadio di Nardò

La Polizia di Stato davanti allo stadio di Nardò

LECCE - Due uomini sono stati denunciati in stato di libertà dalla Polizia di Stato per la violazione del DASPO e segnalati per un possibile inasprimento delle prescrizioni già in vigore. L’episodio è avvenuto nel corso dei servizi di controllo predisposti in occasione della gara di calcio disputata il 25 gennaio 2026, alle 15.00, allo stadio Giovanni Paolo II di Nardò, valida per il Campionato nazionale di Serie D tra A.C. Nardò e Real Normanna.

Per l’incontro sportivo, il Prefetto di Lecce aveva disposto la chiusura del settore ospiti e il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Caserta. L’accesso allo stadio era consentito esclusivamente dal lato riservato alla tifoseria locale.

Durante le fasi preliminari dell’afflusso del pubblico, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Nardò hanno udito 2 forti esplosioni di petardi, provenienti dall’area di accesso aperta agli spettatori. Immediatamente intervenuti sul posto, i poliziotti non hanno trovato persone nell’area interessata e hanno esteso i controlli nelle zone limitrofe.

Le verifiche hanno portato gli agenti nei pressi di un pub abituale punto di ritrovo della tifoseria ultras locale, dove era in corso il raduno di circa 50 persone dirette allo stadio. All’interno del gruppo è stata subito individuata la presenza di un soggetto destinatario di Daspo.

Nel momento in cui la tifoseria organizzata si è mossa verso l’impianto sportivo, distante circa 200 metri, 2 individui si sono separati dal gruppo e hanno raggiunto un’autovettura. I poliziotti li hanno quindi fermati e identificati: si tratta di 2 giovani di 29 e 24 anni, entrambi residenti a Nardò e già colpiti da Daspo emesso il 12 marzo 2024 dal Questore di Lecce. Per uno dei due la misura aveva una durata di 6 anni, con obbligo di firma per 3 anni, mentre per l’altro era prevista una durata di 3 anni.

Alla luce delle violazioni accertate, il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Nardò ha trasmesso gli atti alla Divisione Anticrimine della Questura, chiedendo la valutazione dell’aggravamento delle misure restrittive attualmente in atto.

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