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Bari
28 Gennaio 2026 - 06:27
L'ospedale Di Venere di Bari
BARI - È finito agli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio un professionista barese di 50 anni, ritenuto responsabile di aver interrotto i dispositivi medici che consentivano alla madre anziana di restare in vita. Ai sanitari, intervenuti successivamente, avrebbe riferito di volersi rimettere alla volontà di Dio.
L’uomo è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Montemurro per l’interrogatorio di garanzia, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere, scegliendo di non chiarire le ragioni del gesto. Dalle prime ricostruzioni emerge l’ipotesi che l’azione possa essere stata compiuta con l’intento di porre fine alle sofferenze della madre, già da tempo in condizioni critiche.
La donna, affetta da una patologia terminale e allettata da tempo, si trova attualmente ricoverata presso l’Ospedale Di Venere. Le sue condizioni di salute vengono definite particolarmente gravi.
I fatti risalgono al 15 dicembre scorso. Madre e figlio convivevano nella stessa abitazione, dove l’anziana riceveva assistenza domiciliare. A scoprire quanto accaduto è stata un’infermiera, giunta nell’appartamento per prestare le cure previste. Dopo l’allarme immediato, è intervenuto il 118, che ha disposto il trasferimento urgente della donna in ospedale, seguito dall’arrivo dei Carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti.
In un primo momento il giudice aveva disposto nei confronti del 50enne il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con l’applicazione del braccialetto elettronico. La misura è stata successivamente aggravata dopo che l’uomo ha rifiutato l’utilizzo del dispositivo per motivi ideologici, circostanza che ha portato all’applicazione degli arresti domiciliari.
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