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Vertenza Natuzzi, sindacati e Regione chiedono un vero piano industriale

Dopo il confronto, il Cobas-Lp avverte: serve una strategia di rilancio, non un percorso di dismissione

Natuzzi

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BARI - Si è chiuso con un messaggio chiaro il confronto istituzionale dedicato alla vertenza Natuzzi Spa, svoltosi in Regione Puglia con la partecipazione delle organizzazioni sindacali, del Comitato Sepac e della Regione Basilicata. Al tavolo era presente anche il neo assessore regionale allo Sviluppo economico Eugenio De Sciascio.

Dal coordinamento Cobas-Lp, con una nota firmata da Felice Dileo, arriva una valutazione netta dell’esito dell’incontro. Le istituzioni e le organizzazioni sindacali hanno confermato la disponibilità a sostenere l’azienda nel superamento della fase di difficoltà, ma hanno ribadito che questo sostegno è subordinato alla presentazione di un piano industriale credibile, capace di garantire prospettive produttive e occupazionali.

Secondo il Cobas-Lp, le proposte avanzate finora dall’azienda non possono essere considerate un vero piano industriale, poiché non delineano un percorso di rilancio strutturato ma appaiono piuttosto come ipotesi di progressiva riduzione delle attività. Una linea che il sindacato giudica insufficiente e non all’altezza della crisi in atto.

L’attenzione ora è rivolta alla prossima scadenza istituzionale. Il coordinamento sindacale auspica che il 4 febbraio venga finalmente presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un documento industriale concreto e credibile, in grado di invertire la rotta e di offrire certezze ai lavoratori e ai territori coinvolti.

La vertenza Natuzzi resta dunque aperta e strettamente legata alla capacità dell’azienda di mettere sul tavolo un progetto di sviluppo reale, condizione ritenuta indispensabile da sindacati e istituzioni per qualsiasi ipotesi di collaborazione futura.

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