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Il fatto
24 Gennaio 2026 - 08:05
La Guardia di Finanza di Bari
BARI - C’è anche Bari tra le città interessate dalla vasta operazione internazionale che ha portato allo smantellamento di una strutturata organizzazione criminale dedita al traffico di stupefacenti e al reimpiego dei proventi illeciti. L’inchiesta è stata condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona insieme al Ministero Pubblico della Confederazione Svizzera, nell’ambito di una cooperazione giudiziaria sviluppata con il supporto di Eurojust e con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia.
Al termine delle indagini, il G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Ancona, insieme al Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata e alla Polizia Federale Svizzera, ha eseguito 9 misure cautelari personali nei confronti di presunti appartenenti al sodalizio. I provvedimenti sono stati eseguiti in diverse località italiane, tra cui Bari, oltre a Civitanova Marche, Fermo, Porto San Giorgio, Milano e Treviso, nonché in territorio svizzero e danese.
Contestualmente agli arresti sono state effettuate perquisizioni e sequestri sia presso le abitazioni degli indagati sia all’interno di attività commerciali ritenute utilizzate come copertura. L’organizzazione, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, operava prevalentemente tra le province di Macerata e Fermo, con vertici stabilmente presenti nel Canton Ticino, ma con una rete di interessi e collegamenti estesa anche ad altre regioni italiane.
Il gruppo criminale era attivo nel traffico di cocaina, marijuana e hashish, con canali di approvvigionamento che facevano riferimento alla Spagna per l’hashish e al Nord Europa per la cocaina. La droga, una volta acquistata, veniva trasportata in Italia tramite corrieri e destinata in primo luogo al mercato delle Marche, dove sodali fidati curavano la distribuzione soprattutto all’ingrosso. Le indagini hanno però evidenziato un’estensione dei traffici anche verso altre aree del Paese, tra cui la Puglia.
L’operazione rappresenta il risultato di una collaborazione investigativa articolata e continuativa tra le forze di polizia italiane e svizzere, con scambi costanti di informazioni e attività coordinate su scala internazionale. Un lavoro congiunto che ha consentito di ricostruire l’intera struttura dell’organizzazione, nonostante la sua operatività fosse distribuita su più Stati, facendo emergere anche il ruolo del territorio barese all’interno di una rete criminale di dimensione transnazionale.
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