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Il caso

Taranto invasa dalle auto cinesi, come cambiano le autofficine locali

Dalla crescita dei veicoli di produzione asiatica alle sfide per le autocarrozzerie locali. Confartigianato: nessun pregiudizio, ma serve consapevolezza e formazione

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TARANTO - Le strade di Taranto e della sua provincia stanno cambiando volto. Dai grandi viali urbani alle periferie, fino alle direttrici verso l’hinterland, si moltiplicano automobili di produzione cinese, tra SUV, crossover e city car elettriche. Un fenomeno che avanza in modo graduale ma costante e che, secondo Confartigianato Imprese Taranto, merita un’analisi attenta per comprenderne le ricadute sul mercato e sul lavoro dell’autoriparazione.

A osservare da vicino questa trasformazione è Martino Larocca, referente dei carrozzieri di Confartigianato, che parla di un cambiamento percepito ma spesso dato per scontato. “È una dinamica già vista in altri settori: il mutamento è sotto gli occhi di tutti, ma ci si abitua in fretta e si smette di interrogarsi”, spiega, richiamando il rischio di accorgersi delle conseguenze solo quando queste iniziano a pesare concretamente sulle officine.

L’associazione chiarisce però che non si tratta di una presa di posizione ideologica. “Nessuna crociata e nessun pregiudizio”, sottolinea Sebastiano Chirivì, referente dei meccatronici. “Le aziende cinesi hanno investito e oggi sono competitive. Il punto non è l’origine delle auto, ma capire come cambia il lavoro dell’autoriparazione e se il sistema è pronto ad accompagnare le imprese nella transizione tecnologica”.

Un aspetto centrale riguarda il parco auto della provincia ionica, che resta mediamente anziano, con un’età di 13 anni e 10 mesi. Un dato che, secondo Chirivì, garantisce ancora lavoro alle officine tradizionali, ma che convive con l’arrivo rapido di una nuova generazione di veicoli. “Elettrico, ibrido, elettronica avanzata e diagnosi sempre più complesse stanno entrando nelle nostre officine”, osserva. “È normale che la velocità del cambiamento generi timori, non per mancanza di competenze, ma per la rapidità con cui tutto evolve”.

Anche per il settore delle carrozzerie la trasformazione è profonda. Larocca evidenzia come oggi non basti più intervenire sulla lamiera. “Sensori, telecamere, radar e sistemi ADAS impongono precisione, tecnologia e aggiornamento continuo”, spiega, aggiungendo che su alcuni marchi emergenti la filiera dei ricambi e delle informazioni tecniche è ancora in fase di costruzione, con riflessi diretti su qualità e sicurezza delle riparazioni.

In questo scenario complesso, Confartigianato Taranto rivendica però un punto fermo: le competenze del territorio. “I nostri meccatronici e carrozzieri possono accettare la sfida del nuovo e provare a vincerla”, afferma Chirivì, indicando nella formazione continua, nelle certificazioni e negli investimenti tecnologici le chiavi per restare competitivi, insieme a una passione tecnica che da sempre caratterizza il mestiere.

Sulla stessa linea Larocca, che sottolinea come le imprese dell’autoriparazione della provincia non abbiano nulla da invidiare ad altri contesti. “Abbiamo professionisti seri e capaci. Se il mercato cambia, cambiamo anche noi, ma con strumenti adeguati e mettendo al centro qualità e sicurezza”.

Confartigianato richiama infine un dettaglio che non passa inosservato in città: molti imprenditori cinesi integrati nel tessuto locale, quando scelgono l’auto per la propria famiglia, optano spesso per SUV tedeschi o italiani di fascia alta. “Forse è un caso, forse un segnale”, osserva Larocca, “ma ricorda che affidabilità e rete di assistenza restano decisive”.

Da qui l’appello finale agli automobilisti tarantini. “Invitiamo i cittadini ad affidarsi con fiducia alle imprese locali dell’autoriparazione”, concludono Larocca e Chirivì. “Competenza, esperienza e attenzione al cliente sono qui, sul territorio. Una garanzia che nessuna novità può sostituire”, ribadendo l’importanza di credere nel saper fare locale in una fase di profonda trasformazione del mercato automobilistico.

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