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Taranto

Autisti Kyma Mobilità assolti, “Restituita dignità dopo anni di sofferenza”

La Fit-Cisl esprime vicinanza ai lavoratori e alle famiglie dopo la sentenza che ha chiuso il processo con formula piena. Interviene anche la Faisa Cisal: “Confermata l’estraneità ai fatti”

Un autobus di Kyma Mobilità

Un autobus di Kyma Mobilità

TARANTO - Si è concluso con una assoluzione piena il procedimento giudiziario che vedeva imputati 8 autisti di Kyma Mobilità-Amat, accusati di violenza sessuale aggravata ai danni di una giovane donna disabile. La decisione del collegio giudicante pone fine a una vicenda durata anni, durante i quali i lavoratori sono rimasti sospesi tra accuse gravissime e attesa di giustizia.

L’inchiesta, avviata a seguito della denuncia presentata dalla giovane, ipotizzava episodi che sarebbero avvenuti a bordo di autobus di linea, in aree isolate della città, tra la zona del porto mercantile e quella dell’ex Ilva. Un impianto accusatorio che è stato contestato in modo netto nel corso del dibattimento, fino al definitivo venir meno di tutte le contestazioni.

Con la sentenza, presieduta dalla giudice Elvia Di Roma, è stata riconosciuta l’estraneità ai fatti degli imputati, chiudendo una pagina giudiziaria che ha avuto pesanti ripercussioni personali e familiari. Le indagini erano state condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dal pubblico ministero Marzia Castiglia.

Alla pronuncia del tribunale è seguita la presa di posizione della FIT-CISL, che ha espresso solidarietà agli autisti assolti. Il segretario aziendale Vincenzo Galletta, insieme all’intero direttivo, ha sottolineato il peso umano di una vicenda che ha segnato profondamente i lavoratori e le loro famiglie. “Siamo vicini a chi ha dovuto sopportare per anni sospetti, dolore e isolamento pur essendo estraneo ai fatti”, ha affermato il sindacato.

“La sentenza ristabilisce la verità”, ha aggiunto la FIT-CISL, “ma non può cancellare le sofferenze vissute in tutto questo tempo”. Un messaggio che richiama il rispetto per la forza dimostrata dagli autisti durante il lungo percorso giudiziario e che ribadisce la necessità di tutelare la dignità delle persone coinvolte, una volta accertata la loro innocenza.

Anche l’organizzazione sindacale FAISA CISAL di Taranto esprime piena e convinta vicinanza ai lavoratori che, con la sentenza emessa nella giornata odierna, sono stati assolti con formula piena perché il fatto non sussiste. Un esito che, secondo il sindacato, conferma in maniera inequivocabile quanto sostenuto fin dall’inizio, ovvero l’estraneità dei dipendenti ai fatti contestati e la correttezza del loro comportamento professionale e personale.

Pur prendendo atto con soddisfazione della conclusione del procedimento giudiziario, la FAISA CISAL evidenzia come non possa essere sottovalutato il grave pregiudizio umano, professionale e reputazionale subito dai lavoratori nel corso degli anni. Un danno che, secondo il sindacato, è stato aggravato da una pressione mediatica sproporzionata e da decisioni aziendali particolarmente afflittive, assunte in una fase in cui il principio della presunzione di innocenza avrebbe dovuto essere pienamente garantito.

Provvedimenti che, viene sottolineato, hanno inciso profondamente sulla dignità dei lavoratori e delle loro famiglie, producendo conseguenze che hanno superato l’ambito lavorativo e che oggi appaiono ancor più ingiuste alla luce dell’assoluzione definitiva.

Alla luce di quanto emerso, la FAISA CISAL ribadisce la solidarietà piena e incondizionata ai lavoratori coinvolti, chiede all’azienda una riflessione seria e responsabile sulle scelte adottate e sulle loro conseguenze, e auspica l’adozione di atti concreti di ristoro e di riabilitazione professionale, nel rispetto della dignità e dell’onorabilità delle persone assolte. Il sindacato richiama infine con forza il valore del diritto alla presunzione di innocenza, che deve restare un principio irrinunciabile anche nelle relazioni di lavoro.

La nota è firmata dal segretario provinciale Giuseppe Rochira, che conferma l’impegno della FAISA CISAL a vigilare costantemente sulla tutela dei diritti, della dignità e della professionalità di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, contrastando ogni forma di ingiustizia e di trattamento sproporzionato.

Se vuoi, nel prossimo passaggio posso anche ridurlo ulteriormente per un box di richiamo o adattarlo al taglio di una cronaca giudiziaria già impaginata.

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