Associazioni e cittadini chiedono al Comune di fermare l’intervento in corso, ritenuto lesivo dell’opera dello scultore tarantino di fama internazionale e sollecitano la convocazione di un comitato di esperti per una tutela condivisa
TARANTO – Con la scadenza fissata il 21 gennaio 2026 per l’aggiudicazione della gara relativa all’intervento su Piazza Fontana, si apre una fase di forte tensione sul futuro di uno dei luoghi simbolo della città. Associazioni culturali e cittadini firmatari di un appello pubblico hanno espresso una netta contrarietà al progetto, ritenuto capace di modificare in modo sostanziale l’opera conosciuta come “Piazza Fontana”.
Secondo i promotori dell’iniziativa, i progetti consultabili online evidenzierebbero un’alterazione significativa dell’impianto artistico e urbanistico originario, senza che vi sia stato un confronto preventivo con la cittadinanza e con le realtà associative del territorio. Una scelta che viene giudicata inaccettabile per un’opera considerata parte integrante dell’identità urbana di Taranto.
Al centro dell’appello c’è il valore artistico e storico del lavoro di Nicola Carrino, scultore tarantino di fama internazionale, protagonista del Gruppo Uno negli anni Sessanta, docente di scultura fino al 1992 e presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca nel biennio 2009–2010. Le sue opere, presenti in importanti musei e collezioni in Italia e all’estero, sono concepite come installazioni monumentali pensate per dialogare con lo spazio urbano e per essere vissute e attraversate.
Il Riassetto Urbano di Piazza Fontana, realizzato tra 1983 e 1992 con fondi europei, rappresenta uno degli interventi più significativi di Carrino per la sua città natale. Non una semplice fontana, ma un’opera unitaria che integra reperti dell’antica fontana ottocentesca con una scultura in acciaio, materiale simbolico per Taranto, definendo al tempo stesso la configurazione della piazza e della vasca. Un esempio di restauro urbano che, secondo la visione dell’artista, coniuga conservazione e innovazione.
Per i firmatari dell’appello, Piazza Fontana costituisce il lascito più noto di Carrino ai tarantini e ha subito negli ultimi 30 anni una progressiva disattenzione amministrativa, oltre a fenomeni di incuria e disinformazione, che ne hanno compromesso la percezione pubblica. Da qui il timore che l’intervento previsto possa snaturare definitivamente l’opera, privando la città e le future generazioni della possibilità di riconoscere e vivere un’importante testimonianza di arte contemporanea.
Le associazioni e i cittadini chiedono quindi all’Amministrazione comunale di evitare qualsiasi intervento che modifichi l’opera e di procedere invece alla convocazione di un comitato di esperti, composto da storici dell’arte, architetti, artisti e altre professionalità, con il compito di tutelare Piazza Fontana e individuare eventuali azioni di valorizzazione meno invasive e più coerenti con il progetto originario.
L’appello, sottoscritto da numerose realtà culturali e civiche, rilancia il tema della salvaguardia del patrimonio artistico e urbano e chiede un confronto aperto e qualificato prima di qualsiasi decisione definitiva sul futuro di uno dei luoghi più rappresentativi della città.
Ecco l’elenco completo e integrale di tutti i sottoscrittori dell’appello:
Comitato Qualità della Vita – Taranto
CRAC – Centro Ricerca Arte Contemporanea – Puglia
FAI – Fondo Ambiente Italiano, delegazione di Taranto
FLC CGIL – sindacato di categoria
Fucina ‘900 – associazione culturale
Gruppo Taranto – associazione culturale
Nobilissima Taranto – associazione culturale
Tarenti cives – associazione culturale
Società Dante Alighieri – Comitato di Taranto
Società di Storia Patria per la Puglia – sezione di Taranto
I cittadini ed intellettuali firmatari del medesimo appello del 2023
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