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Taranto

Vestas Italia, convocazione in Regione mentre prosegue sciopero e occupazione

Settimo giorno di sciopero e terzo di presidio nello stabilimento di Taranto. Fiom e Uilm confermano la mobilitazione contro lo spostamento delle attività a San Nicola di Melfi

La mobilitazione contro la chiusura di Vestas Italia a Taranto

La mobilitazione contro la chiusura di Vestas Italia a Taranto

TARANTO – Non si arresta la mobilitazione dei lavoratori di Vestas Italia, arrivata al 7° giorno di sciopero e al 3° giorno di occupazione dello stabilimento di Taranto. La protesta è nata contro la procedura avviata dall’azienda che prevede il trasferimento del magazzino, del training center e del reparto reparation blades verso San Nicola di Melfi, con decorrenza fissata al 1° marzo.

La vertenza, sostenuta da Fiom e Uilm di Taranto, ha registrato nelle ultime ore un primo sviluppo sul piano istituzionale. Su richiesta delle organizzazioni sindacali, è stata infatti convocata per il 3 febbraio una riunione presso la Presidenza della task force regionale per le crisi industriali, che esaminerà la situazione dello stabilimento ionico. Per i sindacati si tratta di un primo risultato ottenuto grazie allo sciopero permanente e al presidio avviato dal 19 gennaio.

Nonostante la convocazione regionale, Fiom e Uilm precisano che la mobilitazione resta pienamente confermata, così come tutte le iniziative decise in assemblea. Il presidio nello stabilimento proseguirà fino a quando l’azienda non sospenderà formalmente la procedura di trasferimento e non si aprirà un confronto reale per individuare soluzioni alternative in grado di tutelare l’occupazione sul territorio.

Nei giorni scorsi, la Fiom ionica aveva motivato la mancata partecipazione a un incontro aziendale con il fatto che la società non ha accolto la richiesta di sospensione del piano, definendo il trasferimento come una forma di licenziamento mascherato. La Uilm Taranto ha invece rinnovato l’appello a un intervento immediato e condiviso delle istituzioni, chiedendo il coinvolgimento del sindaco, dei parlamentari ionici e di tutti i livelli politici per difendere il lavoro a Taranto.

Intanto i lavoratori continuano il presidio all’interno dello stabilimento, nonostante le condizioni climatiche avverse, ribadendo la volontà di non accettare passivamente lo smantellamento di una realtà produttiva storica della città. L’obiettivo dichiarato resta quello di arrivare al tavolo regionale con una posizione chiara: bloccare il trasferimento e garantire continuità produttiva e occupazionale per il sito tarantino.

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