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Il caso

Vestas Italia, "La chiusura a Taranto è un grave controsenso"

Il sindacato Confsal giudica inaccettabile lo spostamento di reparti e servizi proprio nel momento in cui il governo ha individuato nel porto di Taranto un hub strategico per l'eolico offsfore. Buttari chiede un confronto con istituzioni e azienda

Vestas

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TARANTO - Dura presa di posizione della Confsal contro la decisione di Vestas Italia di avviare il trasferimento di alcune attività operative da Taranto a Melfi. Nel mirino del sindacato finiscono lo spostamento dell’unità locale di service, del magazzino e del training center, ritenuto una scelta in aperta contraddizione con gli impegni assunti dall’azienda negli ultimi anni.

A intervenire è il segretario provinciale Confsal Gianfranco Buttari, che parla di una decisione “inaccettabile” alla luce delle promesse fatte e delle recenti assunzioni. Secondo il sindacato, la procedura avviata rappresenta un grave controsenso, soprattutto in una fase già segnata da forti difficoltà occupazionali per il territorio tarantino.

Buttari sottolinea come la scelta aziendale risulti ancora più incomprensibile considerando che il Governo ha indicato il porto di Taranto come hub strategico per lo sviluppo dell’eolico offshore. Un contesto che, a giudizio della Confsal, dovrebbe rafforzare e non indebolire la presenza produttiva e logistica di Vestas in città.

Questa decisione colpisce direttamente i lavoratori e le loro famiglie”, evidenzia il segretario provinciale, spiegando che il trasferimento a centinaia di chilometri di distanza costringerebbe molti dipendenti a una scelta drastica pur di conservare il posto di lavoro. Un impatto che rischia di ripercuotersi non solo sui singoli occupati, ma sull’intero tessuto economico e sociale del territorio.

Per queste ragioni la Confsal chiede all’azienda di rivedere la propria posizione e sollecita l’apertura di un confronto vero e immediato con le organizzazioni sindacali, le parti sociali e le istituzioni locali. Nel mirino del sindacato anche il ruolo della politica. “Al sindaco, alla Regione e a tutti i livelli istituzionali chiediamo di fare fronte comune”, conclude Buttari, “per evitare l’ennesimo scippo ai danni dei lavoratori e della città di Taranto”.

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