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Taranto

Sicurezza all’ex Ilva, il M5S boccia la risposta del Ministero

Dopo la morte di Claudio Salamida, interrogazione in Commissione Lavoro: per i deputati pentastellati servono controlli e interventi più incisivi

Patty L’Abbate

Patty L’Abbate

TARANTO - Il tema della sicurezza sul lavoro nello stabilimento siderurgico di Taranto torna al centro del confronto politico e istituzionale dopo il tragico infortunio costato la vita all’operaio Claudio Salamida. La vicenda è approdata in Commissione Lavoro della Camera, dove il Movimento 5 Stelle ha sollecitato chiarimenti e interventi urgenti da parte del Governo.

Nel corso del question time, l’onorevole Patty L’Abbate, in qualità di firmataria e relatrice, ha rivolto un’interrogazione alla viceministra Maria Teresa Bellucci, chiedendo azioni concrete per rafforzare la vigilanza ispettiva all’interno dell’ex Ilva e per assicurare il ripristino dei più elevati standard di sicurezza, così da evitare il ripetersi di eventi analoghi.

Con l’atto parlamentare, i deputati del M5S hanno chiesto al Ministero del Lavoro di fare piena chiarezza sulla situazione dello stabilimento, sollecitando iniziative tempestive e incisive a tutela della salute e dell’incolumità dei lavoratori. Un’esigenza resa ancora più stringente dal momento delicato attraversato dal sito industriale, che resta privo di un assetto proprietario definitivo in grado di garantire una pianificazione certa degli investimenti per la manutenzione degli impianti e la sicurezza.

Dopo l’incidente avvenuto nell’area dell’Acciaieria 2, la zona interessata è stata posta sotto sequestro dalla Procura di Taranto, che ha avviato un’inchiesta per ricostruire le cause dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità. Nell’interrogazione parlamentare si richiamano anche le prime ricostruzioni emerse da fonti sindacali e giornalistiche, che parlano di criticità persistenti nella manutenzione ordinaria e straordinaria e nel rispetto dei protocolli di sicurezza integrata.

I parlamentari ricordano inoltre che l’ex Ilva, in quanto sito di interesse strategico nazionale, è sottoposta a regimi speciali di amministrazione e monitoraggio che dovrebbero garantire non solo la continuità produttiva, ma soprattutto la tutela dei lavoratori. Da qui la richiesta al Ministero di verificare se siano state effettuate le ispezioni periodiche previste dal decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 e se i piani di investimento dichiarati siano stati effettivamente attuati dalla gestione commissariale o dalla proprietà.

Nel dibattito viene richiamato anche il dato nazionale sugli infortuni mortali. Dall’inizio del 2026, in Italia sono già stati accertati 8 decessi sui luoghi di lavoro, una situazione che il M5S definisce una vera e propria emergenza, alimentata da condizioni occupazionali precarie. Nel caso dello stabilimento tarantino, secondo i parlamentari, pesa anche l’assenza di stabilità industriale, che ostacola investimenti strutturali per la messa in sicurezza degli impianti.

Nella risposta fornita in Commissione, il Ministero ha ribadito che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro svolge costantemente attività di controllo finalizzate alla prevenzione e alla repressione delle violazioni, ricordando le novità introdotte dal cosiddetto decreto sicurezza, convertito con modifiche nella legge n. 198 del 28 dicembre 2025. Tra queste, il potenziamento degli organici dei Carabinieri dei nuclei per la tutela del lavoro, il reclutamento di nuovo personale ispettivo e un’attenzione particolare ai settori considerati a più alto rischio, come quello siderurgico. Il Ministero ha inoltre assicurato che continuerà a monitorare la situazione, garantendo trasparenza e interventi mirati in presenza di criticità.

Una risposta che, però, non ha convinto i deputati del Movimento 5 Stelle, giudicata insufficiente rispetto alla gravità del quadro emerso. I parlamentari richiamano le segnalazioni arrivate da più parti, comprese quelle di Fim, Fiom e Uilm, che parlano di un progressivo degrado strutturale delle aree operative. Un contesto definito drammatico, che alimenta preoccupazione in un territorio che attende risposte concrete e immediate sul fronte della sicurezza e della tutela dei lavoratori.

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