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Il caso

Inflazione record in Puglia, l’allarme di Confesercenti su Taranto

Francesca Intermite: prezzi in aumento e consumi in calo aggravano una crisi economica già segnata dall’ex Ilva

Un carrello della spesa

Un carrello della spesa

TARANTO - L’aumento del costo della vita pesa in modo crescente sull’economia locale e rischia di accentuare le difficoltà di famiglie e imprese. A lanciare l’allarme è la presidente di Confesercenti Taranto, Francesca Intermite, commentando i più recenti dati dell’ISTAT.

Secondo le rilevazioni statistiche, nel 2025 la Puglia è risultata la regione con il tasso di inflazione più elevato a livello nazionale, con una crescita media dei prezzi pari al +2,1%, a fronte di una media italiana ferma al +1,5%. “Questo significa che vivere in Puglia costa di più rispetto a molte altre aree del Paese”, sottolinea Intermite, richiamando l’attenzione sulle ricadute concrete di questi numeri.

Nel contesto tarantino, evidenzia la presidente di Confesercenti, l’impatto dell’inflazione risulta ancora più pesante. Una dinamica che si innesta su una fragilità economica strutturale, aggravata negli anni dalla crisi legata all’ex Ilva, e che oggi si traduce in un aumento delle situazioni di sofferenza economica diffuse sul territorio.

Intermite parla di un vero e proprio effetto domino: la crescita dei prezzi riduce il potere d’acquisto delle famiglie, costringendo a tagliare le spese, a rivedere le abitudini di consumo e, in alcuni casi, a rinunce significative. “La comunità è in evidente affanno”, afferma, spiegando come questa contrazione dei consumi finisca per colpire direttamente il comparto del commercio, già alle prese con difficoltà strutturali e margini sempre più ridotti.

Nel suo intervento, la presidente di Confesercenti Taranto propone anche una possibile linea di lavoro per uscire dalla fase critica. L’idea è quella di costruire un accordo specifico per Taranto, capace di incentivare assunzioni e investimenti e di rendere il territorio più attrattivo per grandi investitori, anche internazionali. Un percorso che, secondo Intermite, potrebbe valorizzare le potenzialità ancora inespresse dell’area, in particolare sul fronte del turismo, considerato un settore in grado di offrire concrete opportunità di crescita per l’economia locale.

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