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Andria

Sport e impianti, Napolitano attacca la giunta Bruno

Il candidato sindaco del centrodestra denuncia costi giudicati insostenibili, degrado delle strutture e un presunto danno per le casse comunali

Sport e impianti, Napolitano attacca la giunta Bruno

Sport e impianti, Napolitano attacca la giunta Bruno

ANDRIA - Il candidato sindaco del centrodestra Sabino Napolitano interviene duramente sulla gestione degli impianti sportivi cittadini, puntando il dito contro l’operato dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Giovanna Bruno. In una nota, Napolitano parla di società sportive prima coinvolte e poi lasciate senza prospettive, accusando il Comune di aver cambiato radicalmente linea sui costi di utilizzo delle strutture.

Secondo il candidato, dopo un’intesa iniziale che prevedeva tariffe ritenute sostenibili, le realtà sportive si sarebbero ritrovate di fronte a nuovi bandi di gestione caratterizzati da canoni definiti improponibili, che renderebbero di fatto impossibile la partecipazione. Una situazione che, a suo giudizio, assume contorni ancora più gravi alla luce delle dichiarazioni dell’assessore Loconte, il quale avrebbe riconosciuto l’esistenza di un danno erariale per il Comune di Andria, conseguenza di scelte politiche contestate.

Napolitano sostiene che il tentativo dell’amministrazione di chiarire i fatti si sia trasformato in un boomerang politico. Il riferimento è alle osservazioni della Corte dei Conti sugli incassi relativi agli impianti sportivi, risultati tra il 2021 e il 2025 pari a circa la metà rispetto agli impegni previsti dal Piano di riequilibrio. Un dato che, secondo il candidato, equivale all’ammissione di un ammanco per le finanze comunali, al quale si starebbe cercando di porre rimedio con nuovi affidamenti in concessione.

Nel mirino finisce anche il modello gestionale adottato in passato, basato sulla convenzione con la Polisportiva cittadina, chiamata a riunire le diverse associazioni sportive. Un progetto che, sempre secondo Napolitano, non avrebbe retto nel tempo, anche perché la Polisportiva avrebbe progressivamente perso alcune adesioni. In base ai dati riportati, la gestione di 3 impianti comportava un esborso annuo di circa 15.000 euro, mentre i nuovi bandi richiederebbero 85.000 euro l’anno per le stesse strutture, a cui si sommerebbero utenze e spese di manutenzione.

Una richiesta economica giudicata irrealistica, soprattutto considerando lo stato degli immobili. Napolitano parla di impianti in condizioni critiche, che necessiterebbero di interventi di riqualificazione per importi rilevanti, frutto di anni di manutenzione limitata alle sole emergenze. Tra gli esempi citati figurano il palasport, i polivalenti cittadini e lo stadio Degli Ulivi, dove risultano non fruibili da tempo l’ingresso monumentale e il settore distinti per problemi di agibilità.

Criticità analoghe vengono segnalate anche per lo stadio Sant'Angelo dei Ricchi, il cui terreno di gioco, secondo la nota, non sarebbe più adeguatamente curato, con ripercussioni sulla sicurezza degli atleti. In questo quadro, il candidato del centrodestra accusa l’amministrazione di aver scelto di scaricare i costi sulle società sportive, imponendo tariffe elevate per strutture definite abbandonate.

Per Napolitano, l’insieme di queste scelte rappresenta l’ennesima dimostrazione di una gestione giudicata fallimentare, che rischia di compromettere ulteriormente il futuro dello sport cittadino e di penalizzare un tessuto associativo già in difficoltà.

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