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Bisceglie
18 Gennaio 2026 - 07:50
Pasquale Ciocia
BISCEGLIE - A quasi 3 mesi dal sequestro penale delle isole ecologiche di Carrara Salsello e di via Padre Kolbe, la situazione resta irrisolta e continua a pesare sui cittadini. A intervenire è il segretario regionale giovanile di Azione, Pasquale Ciocia, che in un comunicato ricostruisce le criticità legate alla chiusura delle due strutture, disposta dal Tribunale di Trani nell’ambito di un’indagine per presunte violazioni ambientali.
Secondo Ciocia, il sequestro ha generato un grave disservizio, impedendo ai biscegliesi di conferire correttamente alcune tipologie di rifiuti che possono essere smaltite esclusivamente presso le isole ecologiche. Tra questi vengono citati sfalci di potatura e rifiuti ingombranti, con conseguenze immediate sulla gestione quotidiana dei rifiuti urbani.
La chiusura protratta nel tempo avrebbe inoltre prodotto un concreto rischio igienico-sanitario per la città. «I cittadini, esasperati e disorientati, finiscono per abbandonare i rifiuti nei pressi delle isole chiuse, creando inquinamento e degrado», afferma Ciocia, parlando di una situazione che si sarebbe aggravata proprio per l’assenza di indicazioni chiare.
Nel mirino del rappresentante di Azione finisce anche la comunicazione dell’amministrazione comunale, giudicata tardiva e insufficiente. «Solo nei giorni scorsi è arrivato un comunicato del Comune, del tutto fazioso e privo di risposte concrete alle domande dei cittadini», sostiene, evidenziando come non siano stati forniti chiarimenti su aspetti ritenuti centrali.
Tra questi, Ciocia ricorda che le isole ecologiche sono di proprietà comunale, autorizzate con specifica ordinanza sindacale e affidate in gestione, nell’ambito del contratto di appalto, alla società Energetikambiente. Un passaggio che apre anche il tema economico. «Ai cittadini non è stato detto se il sindaco intenda detrarre dal canone mensile circa 20.000 euro, cifra che il gestore risparmierebbe ogni mese per il mancato funzionamento delle isole», osserva il segretario giovanile.
Più in generale, Ciocia definisce fallimentare l’attuale sistema di raccolta, parlando di mezzi inadeguati che mettono in difficoltà gli stessi operatori e di una sede amministrativa e operativa collocata a Molfetta, fuori dal territorio comunale di Bisceglie, situazione che a suo dire non rispetterebbe i canoni contrattuali.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la percentuale di raccolta differenziata, che potrebbe scendere sotto la soglia del 65%. Uno scenario che, secondo Azione, rischia di tradursi in un nuovo aumento della Tari, aggravando il peso economico sui cittadini già colpiti da disservizi e problemi ambientali.
Nel comunicato viene infine richiamato il bilancio di previsione 2026, depositato ma non ancora approvato dall’amministrazione comunale. In quel documento, sottolinea Ciocia, sarebbe prevista la continuità dell’attuale servizio per tutto il 2026, nonostante la scadenza del contratto a maggio 2026. Da qui l’interrogativo finale: «È stata già concordata un’ulteriore proroga del contratto milionario senza applicare detrazioni o penali per i servizi non resi?», una domanda che il segretario regionale giovanile di Azione rivolge direttamente all’amministrazione cittadina.
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