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L'analisi
18 Gennaio 2026 - 07:43
Referendum
BARI - SI o NO questo è il problema!
Ogni tanto siamo chiamati con i referendum a sciogliere dilemmi atroci. L’ultima questione referendaria è: dividere o no le carriere dei giudici? A occhio e croce sembra ovvio il "si", né si capisce come mai non si sia fatto prima. Anche il sorteggio nel CSM non si capisce perché non si sia fatto prima visto che i giudici sono per definizione tutti con uguale identità e dignità! Forse anche sorteggiare i futuri deputati e senatori potrebbe essere meglio che favorire questo o quello degli amici dei potenti, spesso scelti ed indicati proprio perché portatori di incredibile cialtronaggine. E poi, certuni hanno o no asserito che “uno vale uno”?
Però alcuni addetti ai lavori (giudici ma non solo) dicono di no e l'elettorato viene assalito da dubbi: come mai persone che riteniamo competenti dicono una cosa così strana? Le certezze e ovvietà si tingono di dubbio: perché “no"? se non abbiamo capito male sembra che costoro dicano che serve che devono essere i giudici che, con un dibattito tra correnti differenti, decidano queste cose. Cioè vogliamo che tra i giudici si formino dei partiti dopo aver visto che deriva ideologica minaccia parte della magistratura ormai da molto tempo? E questo deve essere deciso da un elettorato spesso totalmente digiuno di queste nozioni? E che dire della competenza del singolo giudice? Competenza che, una volta accertata ai suoi vent'anni, non viene più verificata per i quaranta anni successivi?
Stiamo assistendo per questa tornata referendaria alla formazione di due partiti, uno chiamato SI e l’altro chiamato NO che dividono la magistratura e l'Italia su un tema specifico e tecnico importantissimo che per sua natura deve essere sottratto al giudizio del magistrato. La legge specie in questo caso deve essere calata dall'alto della sovranità popolare e non certo influenzata da chi deve solo applicarla. L'idea oggettivamente strana che chi la deve applicare possa, anche solo in parte, partecipare alla sua stesura o influenzare l’orientamento della gente è una specie di tracimazione nel campo legislativo -non dico un colpo di stato - che proprio loro -i giudici- dovrebbero sventare. Cioè per non essere influenzati dalla politica (Governo e Parlamento) vogliono essere loro ad influenzare Governo e Parlamento?
Più probabilmente siamo noi a non aver ben compreso ruoli e idee e con noi milioni di cittadini non hanno ben capito.
Ma se siamo a questa assurdità vuole dire che la cultura diffusa è stata profondamente offesa da decenni di scuola e formazione anche audiovisiva così distorte ed influenzate dalle più disparate ideologie da essere tutti ormai in un mondo in cui può sembrare vero e possibile tutto e il suo contrario, adesso e qui!
Quindi se proprio si vuole ascoltare l'elettorato, l'esecutivo e le Università dovrebbero illustrare il quesito in maniera neutra o trovare un'altra maniera per sostenere l'elettorato in questa scelta. E va aperta una riflessione sui referendum costituzionali che sono quanto mai opportuni ma vanno perfezionati.
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