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Taranto

Referendum, a Talsano assemblea per il No promossa dal Pd

Il consigliere regionale Cosimo Borraccino illustra le criticità della riforma Nordio davanti a una sala partecipata. Presenti rappresentanti sindacali e dell’associazionismo

Cosimo Borraccino

Cosimo Borraccino

TARANTO - Un’assemblea pubblica dedicata al NO al referendum sulla riforma Nordio si è svolta nel quartiere di Talsano, alla presenza di esponenti politici, sindacali e del mondo associativo. A darne notizia è il consigliere regionale del Partito Democratico Cosimo Borraccino, che ha partecipato all’incontro promosso dal circolo PD locale insieme al comitato Giusto Dire NO di Taranto.

All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, l’avvocato Massimo Moretti, portavoce del comitato tarantino, la segretaria della Cgil Taranto Tiziana Ronsisvalle, il presidente della ANPI Taranto Ubaldo Pagano e il presidente regionale di ARCI Puglia Davide Giove. Con Borraccino erano presenti anche i consiglieri comunali del PD Stefano Panzano e Luana Riso, oltre al vicepresidente di Kyma Servizi Oscar La Gioia. Un ringraziamento è stato rivolto anche all’assessore comunale ai lavori pubblici Lucio Lonoce e al segretario del circolo PD di Pulsano Giampiero Longo.

Secondo quanto riferito dal consigliere regionale, la sala era affollata e attenta, cornice di un confronto che ha consentito di approfondire nel dettaglio i contenuti della riforma. «È stata un’occasione importante per spiegare che le modifiche previste non riguardano soltanto la separazione delle carriere dei magistrati, ma incidono su aspetti ben più ampi del sistema giudiziario», ha spiegato Borraccino.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i punti ritenuti più critici della riforma, a partire dalla composizione del Consiglio superiore della magistratura. Il nuovo assetto del CSM, secondo i promotori del NO, verrebbe definito attraverso meccanismi di sorteggio, riducendo il principio elettivo e introducendo una selezione dei membri laici legata a liste preselezionate dalla maggioranza parlamentare. Un modello che, è stato evidenziato, rischierebbe di indebolire l’autonomia dell’organo di garanzia dei giudici.

Altro nodo affrontato riguarda il sistema disciplinare. La nascita dell’Alta Corte disciplinare, composta esclusivamente da magistrati della Corte di Cassazione, comporterebbe l’esclusione degli altri giudici e, secondo i relatori, la creazione di una magistratura divisa su più livelli. È stato inoltre sottolineato il timore che, in futuro, possano essere introdotti assetti con una forte influenza politica, trasformando il potere disciplinare in uno strumento di pressione.

Nel dibattito è stato richiamato anche il tema delle garanzie per i magistrati sottoposti a procedimenti disciplinari. Con la riforma, l’eventuale appello non sarebbe più affidato a un organo terzo esterno, ma alla stessa Alta Corte, con il rischio di un sistema chiuso e autoreferenziale. «In questo modo si indebolisce la posizione del giudice e si mette a rischio la sua libertà decisionale», ha rimarcato Borraccino.

A conclusione dell’assemblea, il consigliere regionale ha ribadito l’impegno del Partito Democratico sul territorio. «L’autonomia e l’indipendenza della magistratura sono un pilastro della nostra democrazia – ha dichiarato – per questo continueremo a organizzare momenti di informazione e confronto per spiegare ai cittadini perché votare NO».

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