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Martina Franca

Sicurezza, l’allarme torna alto dopo i furti

Colpo in gioielleria e villette prese di mira. Cresce la preoccupazione per il presidio del territorio e la carenza di organici nelle forze dell’ordine

Il Palazzo Ducale di Martina Franca

Il Palazzo Ducale di Martina Franca

MARTINA FRANCA - La sicurezza urbana torna prepotentemente al centro dell’attenzione dopo una serie di episodi che hanno riacceso l’allarme in città. A poche settimane dal furto avvenuto in una villetta alla periferia, un nuovo e grave colpo ha colpito il centro abitato. Nella notte del 12 gennaio ignoti hanno svaligiato una gioielleria, riuscendo a portare via preziosi e orologi di alto valore al termine di un’azione rapida e ben organizzata.

Le modalità dell’assalto fanno ipotizzare l’intervento di bande esperte, richiamando alla memoria quanto accaduto nello stesso periodo dello scorso anno, quando il territorio fu interessato da numerosi furti, in particolare nelle abitazioni rurali. Due episodi ravvicinati che difficilmente possono essere considerati isolati e che alimentano il timore di una nuova fase di forte insicurezza.

Tra residenti e commercianti si diffonde la sensazione di un territorio sempre più scoperto. La percezione è quella di controlli insufficienti e di una crescente impunità, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine. Una situazione che viene attribuita, in larga parte, alla cronica carenza di personale, aggravata negli ultimi anni da vincoli normativi e operativi sempre più stringenti.

Il tema è approdato anche a livello parlamentare. Il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno sulla situazione degli organici della Polizia di Stato, con particolare riferimento alla provincia di Taranto e ai commissariati distaccati, tra cui quello di Martina Franca.

Secondo quanto evidenziato dal Movimento 5 Stelle di Martina Franca, nella provincia di Taranto sono state assegnate 9 unità di Polizia di Stato a fronte di oltre 20 pensionamenti, con un saldo fortemente negativo che va a incidere su una carenza strutturale già superiore alle 150 unità. Una condizione che rende sempre più complesso garantire un presidio stabile, continuativo ed efficace del territorio, soprattutto nei centri non capoluogo.

Il problema, viene sottolineato, non riguarda il numero degli annunci sulle assunzioni, ma il rapporto reale tra ingressi e uscite. In molte province del Sud i pensionamenti superano di gran lunga le nuove immissioni, con un arretramento concreto della presenza dello Stato. In questo contesto, il rischio è che illegalità e criminalità trovino terreno fertile.

Il mancato presidio, in particolare nelle ore serali e notturne, rappresenta un fattore di rischio diretto per cittadini e imprese. Le attività commerciali, già messe alla prova dalla crisi economica e dall’aumento dei costi, sono spesso costrette a investire ulteriormente in sistemi di sicurezza privata, nel tentativo di supplire a un vuoto che dovrebbe essere colmato dalle istituzioni.

Da Martina Franca emerge così una richiesta chiara e urgente di maggiore attenzione e risorse. Senza un ripensamento delle politiche sulla sicurezza e una distribuzione più equa degli organici, il pericolo concreto è che episodi come quelli registrati nelle ultime settimane finiscano per diventare una consuetudine.

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