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Taranto

Denuncia Slai Cobas sulle condizioni di lavoro al sito Pasquinelli

Esposto alla Procura e agli organi di controllo per presunti gravi rischi alla salute degli addetti alla selezione dei rifiuti. Il sindacato chiede verifiche immediate e interventi urgenti

Bidoni per la raccolta differenziata

Bidoni per la raccolta differenziata

TARANTO - Il sindacato Slai Cobas ha presentato una denuncia formale e chiesto l’intervento della Procura della Repubblica e degli organi di vigilanza competenti in relazione alle condizioni di lavoro ritenute altamente pericolose nel sito di selezione della raccolta differenziata “Pasquinelli”, gestito da Amiu, oggi Kyma Ambiente.

Secondo quanto segnalato dal sindacato, le criticità denunciate non avrebbero subito miglioramenti nemmeno dopo l’avvio del processo di automazione dell’impianto, che avrebbe dovuto garantire condizioni operative più sicure rispetto al passato. La situazione, invece, sarebbe rimasta sostanzialmente invariata.

Nel sito lavorano 20 tra operai e operaie, impegnati nelle attività di selezione manuale dei rifiuti. Sempre secondo lo Slai Cobas, i lavoratori sarebbero costretti a maneggiare direttamente rifiuti di ogni tipologia, respirando polveri ed esalazioni ritenute nocive. Tra i materiali presenti sui nastri di lavorazione vengono indicati rifiuti ospedalieri, resti di animali, frammenti contenenti amianto e sostanze velenose.

Il sindacato riferisce che tutti i lavoratori manifesterebbero problemi di salute. In un caso specifico viene segnalata una grave patologia tumorale alla gola, che avrebbe comportato un intervento chirurgico con conseguenze permanenti sulla capacità di parlare. Altri addetti lamenterebbero malesseri diffusi e un significativo calo di peso.

Nella denuncia vengono chiamati in causa Amiu, il Comune di Taranto e la società appaltatrice Daniele Ambiente, ritenuti direttamente responsabili della situazione descritta. Lo Slai Cobas parla di una gestione orientata al contenimento dei costi del lavoro, accompagnata da difficoltà sul fronte retributivo, con ritardi negli stipendi e incertezze sul pagamento della 13ª mensilità.

Il sindacato ribadisce che la tutela della salute e della vita dei lavoratori non può essere sacrificata, sollecitando un cambio immediato delle condizioni operative e invitando gli addetti a non cedere alla paura di perdere il posto di lavoro. Viene inoltre richiesto un intervento diretto dello Spesal e dell’Ispettorato del lavoro, affinché vengano effettuati controlli approfonditi all’interno dell’impianto Pasquinelli.

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