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Bari
16 Gennaio 2026 - 06:48
Agricoltori
BARI - Con circa 1/3 del Made in Italy agroalimentare prodotto in Puglia da manodopera straniera, il click day per il lavoro stagionale in agricoltura segna un cambio di passo nella gestione degli ingressi dei lavoratori extracomunitari. A sottolinearlo è Coldiretti, che valuta positivamente l’esito del primo via libera del 2026 alle domande di nulla osta, aperto lo scorso 12 gennaio.
Secondo Romano Magrini, responsabile dell’Area Lavoro di Coldiretti, per la prima volta le quote sono state rese disponibili fin dal giorno di apertura delle domande e in un numero sufficiente a coprire tutte le richieste presentate. Le 30.000 unità assegnate hanno consentito alle imprese di pianificare con maggiore certezza le attività produttive, riducendo in modo significativo i tempi di attesa per il rilascio dei nulla osta.
Un riconoscimento viene rivolto anche al Ministero del Lavoro e alla Direzione generale per l’Immigrazione per la rapidità dell’intervento e per la consistenza delle quote. Le procedure, viene spiegato, permetteranno alle aziende di ottenere il nulla osta entro 20 giorni dalla presentazione della richiesta, con la possibilità di tempi ancora più brevi grazie all’operatività degli Sportelli unici per l’immigrazione.
In Puglia gli operai agricoli stagionali sono circa 152.000, dei quali 43.000 stranieri, pari al 28% del totale. A livello provinciale l’incidenza varia dal 17% di Lecce al 25% di Bari, mentre Foggia registra una quota nettamente superiore alla media. I risultati del click day si inseriscono in un percorso più ampio di semplificazione, che comprende il superamento del regime delle quote per le conversioni, l’allungamento dei termini procedurali e la possibilità di presentare istanze anche per lavoro subordinato non stagionale. Misure che alleggeriscono il carico amministrativo e rendono il sistema più aderente alle esigenze di un comparto che occupa oltre 1.000.000 di lavoratori e conta più di 185.000 imprese.
Coldiretti evidenzia come la copertura integrale delle domande intermediate dalle associazioni agricole dimostri la possibilità di superare la logica della lotteria del click day per le istanze qualificate, puntando su un modello più programmato e aperto, nel rispetto dei limiti annuali.
La manodopera extracomunitaria resta determinante soprattutto nelle coltivazioni arboree, dove incide per il 53,8% tra frutticoltura e viticoltura, e nelle colture orticole con il 17,7%, tra fragole, meloni, insalate, pomodori e radicchio. Quasi l’88% dei braccianti stranieri è impiegato con contratti stagionali e rappresenta circa il 10% dei lavoratori dipendenti regolarmente occupati in agricoltura. Il loro contributo è essenziale nella raccolta di pomodori, asparagi e carciofi e nelle attività di stalla. Le comunità più presenti sono quella rumena con il 51,18%, seguita da bulgara 13,11%, albanese 13,02%, marocchina 4,11% e polacca 3,51%.
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