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Saldi invernali e crisi del commercio Moda, Confesercenti chiede interventi strutturali

Il direttore provinciale Bat Mario Landriscina rilancia l’allarme sugli esercizi di vicinato. Le vendite promozionali non bastano a compensare le difficoltà economiche del settore, aggravate negli ultimi 5 anni

Appuntamento con i saldi

I saldi invernali - archivio

TRANI - I saldi invernali non sono sufficienti a risolvere la crisi che attraversa il commercio di prossimità del settore Moda. A sottolinearlo è Mario Landriscina, direttore provinciale Bat di Confesercenti, intervenendo sulle difficoltà segnalate dagli operatori dell’abbigliamento, delle calzature, degli accessori e dei beni per la persona.

Secondo l’associazione, le criticità che colpiscono gli esercizi di vicinato non possono essere affrontate esclusivamente attraverso saldi, promozioni o vendite di liquidazione. Una condizione che si è ulteriormente aggravata negli ultimi 5 anni, anche a seguito dell’emergenza sanitaria legata al Covid, lasciando molte imprese in una situazione di forte fragilità economica.

Al centro delle richieste avanzate da FISMO Confesercenti resta il tema, considerato prioritario, della semplificazione e della certezza normativa nella gestione delle rimanenze di magazzino. Una questione più volte sollevata nel corso di audizioni parlamentari e incontri istituzionali, ritenuta decisiva per la sopravvivenza delle piccole attività del comparto Moda.

Tra le proposte avanzate negli anni vengono ricordate la riduzione forfettaria del valore delle rimanenze prevista dal decreto legge 104 del 2020, la svalutazione progressiva del magazzino dal 75 al 25 per cento per il periodo 2020-2024 introdotta dal decreto Sostegni Ter, oltre alla possibilità di una valutazione più aderente alla realtà delle giacenze nei bilanci di fine esercizio. Misure che, secondo Confesercenti, hanno prodotto benefici molto limitati per il commercio al dettaglio, anche a causa dell’introduzione di un tax credit sulle rimanenze riservato al solo comparto industriale.

Nei mesi scorsi, l’organizzazione ha inoltre rappresentato al ministro Adolfo Urso la natura ormai strutturale della crisi del settore Moda, con particolare riferimento agli esercizi di vicinato. In quell’occasione è stata avanzata la richiesta di un tavolo dedicato al micro comparto, accompagnato da strumenti di sostegno mirati come un credito d’imposta specifico e interventi fiscali sulle rimanenze di magazzino, oltre alla revisione delle date di avvio dei saldi, ritenuta non più rinviabile.

Confesercenti e FISMO rivolgono infine un appello agli operatori del settore Moda a continuare a sostenere l’azione sindacale e associativa, partecipando alle iniziative promosse nel tempo per dare voce alle difficoltà del comparto. Un impegno che, viene sottolineato, prosegue da anni grazie al lavoro dei dirigenti di categoria, ai quali l’associazione rivolge un ringraziamento, confermando la piena disponibilità al confronto con tutti gli operatori.

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