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Taranto

“Superare l’atto dovuto a tutela degli operatori in divisa”, passi in avanti

Incontro alla Camera con sindacati e comparto sicurezza: l’obiettivo è superare l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati

On. Giovanni Maiorano

On. Giovanni Maiorano

TARANTO - Prosegue in Parlamento il percorso avviato per mettere in discussione l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati come atto dovuto nei confronti degli operatori delle forze dell’ordine. A fare il punto è l’onorevole Giovanni Maiorano, esponente di Fratelli d’Italia, che ha annunciato nuovi passi in avanti sul fronte della proposta di legge di sua iniziativa.

Il tema è stato al centro di un incontro svoltosi alla Camera dei Deputati, al quale hanno partecipato i sindacati di categoria e i rappresentanti dell’intero comparto sicurezza. Un confronto che, secondo Maiorano, conferma la volontà di proseguire con determinazione per arrivare in tempi rapidi a una misura legislativa concreta.

Al centro dell’iniziativa c’è l’esigenza di rafforzare le tutele per chi opera in divisa, evitando che meccanismi automatici possano colpire ingiustamente donne e uomini impegnati nella difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini. L’obiettivo dichiarato è restituire serenità operativa alle forze dell’ordine, garantendo al tempo stesso il pieno rispetto delle regole e delle garanzie previste dall’ordinamento.

Maiorano definisce la proposta come una legge di equilibrio e di civiltà giuridica, pensata per superare una prassi ritenuta penalizzante per i servitori dello Stato. Nel suo intervento ha inoltre espresso un ringraziamento ai colleghi parlamentari Alberto Balboni, Marco Lisei, Galeazzo Bignami e Augusta Montaruli, per il sostegno fornito all’iniziativa.

L’onorevole, componente della Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni e membro della Commissione parlamentare Antimafia, ha ribadito la linea politica del partito, sottolineando la vicinanza alle forze dell’ordine e ai cittadini rispettosi della legge. Le dichiarazioni sono state diffuse in una nota a commento delle recenti nomine dei prefetti deliberate dal Consiglio dei ministri.

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