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Taranto

Transizione 5.0 e rinnovabili, via libera definitivo al decreto

Secondo il deputato Dario Iaia il provvedimento chiarisce le regole sulle aree idonee e sblocca gli investimenti. Critiche alle opposizioni per il voto contrario

On. Dario Iaia

On. Dario Iaia

TARANTO - L’approvazione definitiva del decreto su Transizione 5.0 e individuazione delle aree idonee alla produzione di energia da fonti rinnovabili segna, secondo la maggioranza, un passaggio decisivo per il settore. A evidenziarlo è Dario Iaia, parlamentare di Fratelli d’Italia e relatore del provvedimento, che sottolinea come il nuovo quadro normativo offra maggiore chiarezza alle imprese intenzionate a investire nelle energie pulite.

Il decreto, spiega Iaia, recepisce le osservazioni avanzate dalla Commissione europea in merito al raggiungimento della milestone collegata alla Riforma 1 della Missione 7 del capitolo REPowerEU, intervenendo in modo puntuale sul tema delle aree idonee all’installazione degli impianti. Un chiarimento reso necessario anche dalle recenti pronunce della giustizia amministrativa, che avevano contribuito ad alimentare incertezze interpretative.

Con l’entrata in vigore della norma, viene dunque superata la fase di stallo che aveva rallentato l’individuazione delle aree sui territori, consentendo di favorire concretamente nuovi investimenti nella produzione di energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più fluido e prevedibile l’iter autorizzativo, riducendo i margini di incertezza per operatori e amministrazioni.

Un ulteriore elemento qualificante del decreto riguarda la semplificazione normativa. L’intervento legislativo, infatti, coordina e armonizza l’intera disciplina del settore, ricondotta all’interno del Testo unico delle energie rinnovabili, previsto dal decreto legislativo n. 190 del 2024, che diventa così l’unico riferimento normativo per le procedure amministrative legate alla produzione di energia rinnovabile.

Alla luce di questi contenuti, Iaia esprime incomprensione per il voto contrario delle forze di minoranza, rilevando una contraddizione tra il sostegno dichiarato alle fonti rinnovabili e l’opposizione a misure che, nei fatti, ne agevolano la diffusione. Per il relatore, il decreto rappresenta un passaggio concreto verso una transizione energetica più ordinata, capace di coniugare investimenti, semplificazione e certezza delle regole.

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