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Bari

Abusivismo edilizio, Regione e Procure rafforzano il coordinamento

A Bari il tavolo regionale fa il punto sulle demolizioni e annuncia modifiche alla legge. Decaro: “Legalità leva di sviluppo”. Nitti: “Servono provvedimenti concreti”

Renato Nitti e Antonio Decaro

Renato Nitti e Antonio Decaro

BARI - Si è riunito mercoledì mattina, nella sala Giunta della Regione, il tavolo di contrasto all’abusivismo edilizio istituito presso la Sezione Urbanistica della Regione Puglia. L’incontro è stato presieduto dal Renato Nitti, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, e ha visto la partecipazione dell’avvocato generale della Corte di Appello di Bari Giuseppe Maralfa, dei sostituti procuratori Baldo Pisani per Bari, Giuseppe Mongelli per Foggia, Francesco Tosto e Marco Gambardella per Trani, oltre alla presidente di Anci Puglia, Fiorenza Pascazio.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Regione Antonio Decaro, che ha ringraziato magistratura e Anci per il contributo fornito a un’attività definita strategica. La legalità, ha sottolineato, rappresenta una priorità e uno strumento di crescita, capace di rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e di favorire un’economia sana. Nel suo intervento Decaro ha richiamato il tema delle fragilità del territorio, indicando l’abusivismo edilizio come una delle più rilevanti, da affrontare senza esitazioni e con un’azione condivisa. Ai Comuni è stato ribadito il ruolo della Regione come alleato diretto nella tutela del territorio.

Il presidente ha poi annunciato l’intenzione della Regione di intervenire sulla legge regionale 15/2012, superando l’attuale fondo di rotazione e istituendo un Fondo regionale per le demolizioni. Il nuovo strumento dovrebbe sostenere le spese per l’abbattimento degli immobili abusivi e il ripristino dei luoghi, fino a un massimo del 50 per cento dei costi, nei limiti delle risorse di bilancio. Contestualmente, la Regione intende vincolare le somme recuperate dai responsabili degli abusi a interventi di salvaguardia territoriale, così da attivare un meccanismo virtuoso di reinvestimento. Decaro ha inoltre evidenziato la necessità di migliorare la condivisione dei dati e di proteggere aree particolarmente sensibili come lame, coste e zone interne, anche alla luce dei cambiamenti climatici.

Dal punto di vista giudiziario, il procuratore Nitti ha ricordato che il tavolo è giunto alla 5ª seduta dall’avvio, avvenuto all’inizio del 2024, inserendosi in un percorso già previsto dalla normativa regionale, basato sulla cooperazione istituzionale. Il contrasto agli abusi, ha spiegato, non può fermarsi all’accertamento dell’illecito, ma deve tradursi nell’esecuzione effettiva delle demolizioni. Proprio la difficoltà nell’attuazione dei provvedimenti ha reso necessario un lavoro coordinato tra Procure, Regione e Comuni.

In questo contesto è stato richiamato il protocollo siglato tra le Procure del distretto e la Procura regionale della Corte dei conti, che consentirà un flusso informativo automatico sui possibili danni erariali derivanti dall’inerzia delle amministrazioni comunali. Secondo Nitti, i primi effetti sono già visibili, con cittadini più propensi a procedere spontaneamente alle demolizioni per evitare interventi più onerosi. La sinergia tra magistratura, Regione e Prefetture sta iniziando a produrre risultati concreti, ha osservato, auspicando una valorizzazione delle pratiche virtuose.

Sul fronte degli enti locali, la presidente Pascazio ha evidenziato come l’abusivismo presenti caratteristiche differenti sul territorio regionale, sia per collocazione geografica sia per tipologia. L’attenzione, ha spiegato, è rivolta in particolare alle aree di alto pregio paesaggistico, come marine, lame e zone di valore ambientale, dove non è ammessa alcuna inerzia. La tutela del paesaggio è stata indicata come elemento chiave anche per l’economia locale. Pascazio ha però richiamato le difficoltà operative e procedurali che gravano sui Comuni, spesso in prima linea nel confronto diretto con situazioni complesse, in cui l’abusivismo si intreccia con l’emergenza abitativa. Il raccordo con Regione, Procure e Prefetture, ha concluso, è essenziale per accelerare i procedimenti.

Nel corso della riunione è stata inoltre registrata la disponibilità delle Procure del distretto di Lecce, comprese Lecce, Brindisi e Taranto, a entrare nel tavolo regionale, ampliando il confronto e rafforzando il coordinamento interistituzionale.

Infine, è stato ricordato che il protocollo attualmente in vigore scadrà nel mese di marzo. In vista di questa data sono in corso interlocuzioni tra Regione e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per definire un percorso semplificato che consenta ai Comuni di trasmettere i dati in modo più efficiente. L’obiettivo è ridurre gli adempimenti burocratici, migliorare la qualità delle informazioni e arrivare a un sistema informativo unico e omogeneo, più funzionale alle attività di monitoraggio e di intervento contro l’abusivismo edilizio.

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