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Taranto

Ex Ilva, ecco i soldi per andare oltre il 30 gennaio: prestito fino a 149 milioni

Via libera del Senato all'ottavo decreto per il siderurgico. La parola passa ora alla Camera. Il sostegno in attesa della cessione

Parlamento

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TARANTO - L’Aula del Senato della Repubblica ha approvato il nuovo decreto ex Ilva, dando il via libera a un ulteriore intervento normativo sullo stabilimento siderurgico di Taranto. Il provvedimento, che ora passa all’esame della Camera dei Deputati, rappresenta l’ottava misura varata dal Governo Meloni sull’ex Ilva e porta a 1 miliardo e 189 milioni il totale delle risorse complessivamente stanziate.

La novità centrale introdotta a Palazzo Madama riguarda la possibilità di concedere un finanziamento a titolo oneroso fino a 149 milioni di euro per il 2026 a favore di Ilva S.p.A., con l’obiettivo di garantire la prosecuzione dell’attività produttiva nel caso in cui la cessione del complesso aziendale a terzi non venga conclusa entro il 30 gennaio 2026.

Lo stanziamento sarà disposto con un decreto del ministro delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il ministro dell’Economia, su richiesta dell’organo commissariale. La domanda dovrà essere accompagnata da un piano di gestione transitoria, collegato allo stato di avanzamento e ai tempi previsti per la conclusione della procedura di vendita degli asset.

Ilva S.p.A., in amministrazione straordinaria, potrà utilizzare direttamente le risorse oppure trasferirle ad Acciaierie d’Italia S.p.A., anch’essa in amministrazione straordinaria, qualora ciò venga richiesto dall’organo commissariale. Il decreto definisce inoltre in modo puntuale le modalità di erogazione del prestito, che avverrà applicando il tasso di riferimento europeo maggiorato di 400 punti base, in conformità alla comunicazione della Commissione europea sulla revisione dei tassi di riferimento.

Per quanto riguarda la restituzione, il finanziamento dovrà essere rimborsato entro 6 mesi dall’erogazione, utilizzando il ricavato derivante dalla cessione a terzi del compendio aziendale. È prevista anche una responsabilità solidale della società cessionaria nel caso in cui le risorse ottenute dalla vendita risultino insufficienti. Il testo chiarisce infine che l’erogazione non potrà avvenire prima dell’autorizzazione della Commissione europea, passaggio ritenuto indispensabile per la piena operatività della misura.

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